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Il problema della scuola? "I ragazzi che perde". Capodarco contro l'abbandono

Prevenire il fenomeno e recuperare i ragazzi usciti dalla scuola, con un’attenzione rivolta all’integrazione dei minori stranieri e all’inclusione dei disabili. Con questi obiettivi è iniziato il progetto "NO NEET - Il principale problema che ha la scuola sono i ragazzi che perde”, di cui è capofila la Comunità di Capodarco

20 novembre 2018

NoNeet Capodarco

Il 13 ottobre 2018 è iniziato ufficialmente il progetto "NO NEET - Il principale problema che ha la scuola sono i ragazzi che perde”, capofila la Comunità di Capodarco (con una rete di partner di 35 soggetti). Il progetto rientra nel Bando Adolescenza (11-17) indetto dall’impresa sociale Con i Bambini, rivolto alle organizzazioni del Terzo settore e al mondo della scuola con l’obiettivo di “promuovere e stimolare la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di dispersione e abbandono scolastici di adolescenti”.

Le attività si svolgeranno in sei regioni italiane e coinvolgeranno per ogni area, come riferimento regionale, le realtà nazionali collegate a Capodarco. Per la Sardegna la Comunità “Casa Emmaus” di Iglesias, per le Marche la Comunità di Capodarco di Fermo e l’Associazione Mondo Minore, per la Puglia la Comunità di Capodarco Padre Gigi Movia di Nardò, per la Sicilia la Comunità Progetto Sicilia di Palermo, per il Lazio la Comunità di Capodarco di Roma e per la Campania la Comunità di Capodarco di Teverola.

La volontà, spiegano dal progetto “è quella di riattivare uno spirito di Comunità Educante, recuperando un senso di responsabilità diffuso e condiviso nell'accompagnamento alla crescita, alla formazione e all'inclusione dei ragazzi, che non può essere delegato solo alla scuola”. Per la prima volta, le varie Comunità si troveranno tutte insieme a lavorare ad un percorso condiviso che tende a “sviluppare servizi innovativi e gratuiti” e a mettere in rete “le migliori competenze”, per fornire supporto alla scuola attraverso un’azione congiunta di tutte le realtà locali, associative e non, che si occupano di famiglia e di adolescenza. Si attueranno percorsi operativi indirizzati a prevenire il fenomeno dell’abbandono scolastico e a recuperare i ragazzi usciti dalla scuola, con un’attenzione rivolta all’integrazione e all’inserimento dei minori stranieri. Il progetto intende inoltre realizzare centri/presidi di educativa territoriale permanente, definire e sperimentare metodologie didattiche innovative, compreso il supporto all’inclusione scolastica per soggetti svantaggiati e con disabilità al fine di promuovere la valorizzazione della diversità come strumento di crescita.

Sono state individuate una serie di azioni che comprendono: il supporto scolastico individualizzato; la sperimentazione di strumenti psicoeducativi sui processi di apprendimento; spazi di sostengo alla genitorialità; accompagnamento nel transito dalle scuole medie alle superiori; laboratori pomeridiani; percorsi di formazione e sensibilizzazione sui temi del bullismo e della violenza di genere. Coinvolgendo le diverse realtà sparse nell’ambito nazionale, la proposta è stata quella di mettere in sinergia le esperienze maturate da decenni di lavoro e conoscenza nei vari territori. Diviso in 12 azioni, si svilupperà lungo un quadriennio, andando ad agire in ambiti a forte rischio educativo e ad alta esclusione sociale, sia per decentramento sia per la complessità dei luoghi coinvolti come nel caso di Casal di Principe e dell'area dell'Agro Aversano. Pagina FB del progetto - Sito ufficiale. (slup)

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