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Violenza, per la generazione Z una molestia online è grave quanto una fisica

L'Osservatorio InDifesa ha intervistato 5.400 ragazzi e ragazze su violenza, stereotipi, bullismo, cyberbullismo e sexting: cresce la consapevolezza dei giovani sul tema e sui rischi della Rete. Ma se per i ragazzi è molestia il tentativo di violenza, per le ragazze il limite si supera molto prima

23 novembre 2018

ROMA – Sempre più consapevole su violenza, stereotipi di genere, bullismo, cyberbullismo, sexting e sui rischi della Rete. È la Generazione Z (termine con cui si identificano le persone nate dopo i Millennials, ndr) nella fotografia che emerge dai dati dell'indagine dell'Osservatorio InDifesa pubblicati da ScuolaZoo, la community online di studenti più grande d'Italia (3 milioni di utenti al mese), e Terre des hommes, in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne che si celebra il 25 novembre. Per i 5.400 ragazzi e ragazze intervistati ciò che è virtuale è reale e una molestia perpetrata online è grave quanto una fisica ma la definizione di ciò che può essere considerata molestia sembra essere una questione di genere: dall'indagine risulta, infatti, che per la maggior parte dei ragazzi si parla di molestia quando si è davanti a un tentativo di violenza, per le ragazze il limite si supera molto prima, basta un contatto fisico non desiderato. Ragazzi e ragazze però sono d'accordo sul fatto che la peggior forma di discriminazione sia il rischio di molestia sessuale a cui sono esposte le donne: lo crede l'82,9% dei ragazzi e l'82,4% delle ragazze. 

Virtuale uguale reale. Il 91,4% dei ragazzi intervistati ritiene che vedere immagini provocanti di se stessi circolare online o su WhatsApp di amici è grave quanto subire una violenza fisica. Sette intervistati su 10 si dicono infastiditi da commenti volgari online sul proprio corpo, di questi il 71,8% è una ragazza (il 52,2% ha tra i 16 e i 18 anni). Il 32% dichiara di essere stato vittima di fenomeni di bullismo e cyberbullismo, di cui i due terzi sono ragazze. Il posto di lavoro è considerato il luogo in cui è più plausibile che si verifichino forme di molestia: lo pensa il 62% degli intervistati, di cui il 68% sono ragazze e il 49,95% sono ragazzi. Il 54,8% degli adolescenti che sostengono questa tesi ha tra i 16 e i 18 anni.

Quasi la metà dei giovani intervistati (il 45,2%, di cui il 56,5% sono ragazze) ritiene che ciò che succede all'interno di una coppia sia un fatto privato e che nessuno debba intromettersi. Forte la percezione che la violenza familiare sia un fatto che si manifesta solo in condizioni economiche svantaggiate: lo pensa ancora il 37% dei ragazzi intervistati, più di un terzo del totale. La ricerca rileva che quasi il 93% delle ragazze e il 79% dei ragazzi intervistati è propenso a impegnarsi in prima persona per combattere la violenza di genere.

Terre des hommes e ScuolaZoo, in collaborazione con Kreattiva e altri partner e grazie al finanziamento del Dipartimento delle Pari opportunità, stanno dando vita al Network InDifesa, un progetto che coinvolgerà migliaia di ragazzi in tutta Italia attraverso una rete di web radio scolastiche e giovani ambasciatori, per dare voce agli adulti del futuro e crescere cittadini consapevoli e attivi. (lp)

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