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Cop24, la Conferenza sul clima dell'Onu nella patria del carbone

Alla Conferenza internazionale dell'Onu sul cambiamento climatico, che si apre il 3 dicembre in Polonia, l'Europa si presenta come leader delle politiche sul clima. Ma non potrà nascondere il sostegno finanziario che attraverso le sue banche va a progetti legati alle energie fossili

28 novembre 2018

Strano a dirsi, ma la prossima Conferenza internazionale dell’Onu sul cambiamento climatico, la Cop24, si svolgerà dal 3 al 14 dicembre proprio a Katowice, la capitale polacca del carbone. E l’Unione europea, che sbandiera il proprio impegno per l’ambiente, è tra chi sostiene finanziariamente le fonti fossili attraverso le sue banche. Lo denuncia Bankwatch, che ha acceso i riflettori sulla Banca europea degli investimenti (Eib) e sulla sua partecipata, la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Ebrd). Entrambi gli istituti, che pure dichiarano il proprio sostegno a politiche amiche dell’ambiente, continuano infatti a supportare chi estrae o lavora con il carbone. E tra chi riceve questi finanziamenti, appunto, c’è la Polonia. Che basa l’80% dei consumi energetici sul carbone.

Finanziamenti che fanno male all’ambiente. Secondo Bankwatch, l’Eib e l’Ebrd - che pure stanno mettendo mano alle politiche in materia -hanno già fatto investimenti importanti in direzione opposta alla lotta al climate change. Tra il 2013 e il 2017, l’Eib ha finanziato energie rinnovabili per 18,4 miliardi di euro, ma, dall’altra parte, ha anche sostenuto le alte emissioni di CO2 con 11,8 miliardi. Decisioni che rischiano di travolgere le istituzioni: l’Eib è l’istituto di credito dell’Unione europea, mentre l’Ebrd conta tra le sue partecipazioni la stessa Eib e 67 Stati.

L’aiuto al gas… Tra i settori che hanno ricevuto più denaro c’è quello del gas. Il documento sottolinea come 10,4 miliardi di euro siano stati impiegati dall’Eib tra il 2007 e il 2012 per modernizzare le reti del gas naturale, a cui si sommano altri 8,3 miliardi tra il 2013 e il 2017 e, ancora, 2,8 miliardi per la Trans Adriatic Pipeline e la Trans Anatolian Pipeline.

…e al carbone. Gli istituti hanno sostenuto in diverse occasioni anche società basate su energia fossile o che prevedono la costruzione di nuove centrali. In particolare, a questo settore sono stati prestati 3,9 miliardi di euro dalla Eib tra il 2013 e il 2017. Tra queste aziende, secondo Bankwatch, ci sono «Energa, Tauron e Pge in Polonia, Endesa in Spagna, Ppc in Grecia e Cez in Repubblica Ceca». Dal canto suo, l’Ebrd ha prolungato prestiti ad aziende del settore (ad esempio, nel caso della Serbia i soldi sono andati alla società elettrica pubblica Eps per nuove miniere e centrali a carbone).

A Varsavia piace il carbone. I due istituti Ue hanno sostenuto anche compagnie energetiche polacche a partecipazione statale che puntano su fonti fossili. Tra queste, denuncia Bankwatch con una ricostruzione dettagliata, ci sono Energa, Enea e Pge. Inoltre, scrive Anna Roggenbuckdi Bankwatchin un recente commento, «su un totale di 1,5 miliardi di euro di mutui prolungati dalla Eib alle società elettriche polacche tra il 2013 e il 2017,meno dell’1% è stato destinato alla capacità energetica rinnovabile o al miglioramento della rete per le energie pulite».

L’articolo integrale di Veronica Ulivieri, “Cop 24: conferenza Onu sul clima e Ue alle prese col carbone della Polonia”, può essere letto su Osservatorio Diritti

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