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Aids, passi indietro nella lotta alla malattia: i casi di Grecia e Florida

Atene ha registrato un forte aumento di nuovi casi dopo le sforbiciate alla spesa sociale fatte per far rientrare i conti pubblici. Nello stato americano, le donne transgender non sono state incluse nei programmi di terapia antiretrovirale perché il loro status non è riconosciuto. L'approfondimento di Osservatorio Diritti

30 novembre 2018

Osservatorio diritti - Aids 1

Sabato 1° dicembre è la Giornata mondiale contro l’Aids. E anche se si tratta di un evento lanciato per la prima volta ormai 30 anni – l’idea è stata presentata nel 1988, in occasione del Summit mondiale dei ministri della Salute – ci sono Paesi che in tutto questo tempo hanno fatto passi indietro nella lotta alla malattia, invece che migliorare. Come la Grecia, colpita anche in questo dalla crisi mondiale. O la Florida, negli Usa, dove sono state fatte scelte politiche discutibili.

Il caso greco. Atene ha registrato un forte aumento di nuovi casi dopo le sforbiciate alla spesa sociale fatte per far rientrare sotto controllo i conti pubblici. In particolare, secondo una ricerca presentata all’Università Bocconi di Milano a metà novembre e pubblicata quest’anno da The Lancet, condotta da ricercatori di sociologia ed epidemiologia delle Università di Cambridge e Oxford, nel giro di un solo anno, il 2011, i sieropositivi con un’età compresa tra i 15 e i 34 anni sono saliti addirittura del 52 per cento. In particolare, rilevano i ricercatori, il taglio del 50% della prevenzione,come la distribuzione di preservativi e siringhe, ha favorito una nuova ondata di contagi. "Normalmente i tagli vengono fatti con il bisturi, cercando di non danneggiare il benessere della società, noi invece abbiamo dovuto affilare l’accetta e tagliare senza distinzioni", ha detto il ministro della Sanità greco Andreas Loverdosnel corso di un’intervista fatta dal professor David Stuckler della Bocconi.

Osservatorio diritti - Aids 2

Discriminazioni in Florida. Nello stato americano, a differenza della Grecia, pare che siano state proprio le scelte politiche prese a mettersi di traverso nella lotta all’Aids. In Florida, infatti, le donne transgender non sono state incluse nei programmi di terapia antiretrovirale perché il loro status non è ufficialmente riconosciuto. Risultato? Secondo un recente report di Human Rights Watch, il tasso di sieropositivi tra i transgender afroamericani della Florida è in aumento rispetto alle altre zone degli Stati Uniti. L’ong fa notare, inoltre, come i fondi destinati proprio alle terapie per sieropositive transgender non siano neppure stati domandati dalla Florida. Un elemento di “discriminazione” selettiva, considerando anche che, a livello più generale, lo Stato americano ha aumentato del 15% i fondi per la prevenzione all’Aids nell’ultimo triennio. 

L’articolo integrale di Laura Fazzini, “La lotta contro l’Aids si inceppa in Italia, Grecia e Usa”, può essere letto su Osservatorio Diritti

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