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Rapporto Ismu: l'immigrazione e la visione distorta della realtà

Da una parte c'è una sovrastima della presenza degli stranieri e un sentimento contrario all'accoglienza. Dall'altra, però, sono in calo i reati contro gli stranieri. Valtolina: "Il dibattito sull'immigrazione non può essere vinto solo parlando di immigrazione in termini difensivi. Le paure attuali dei cittadini europei sono espressione di una più ampia sensazione di disorientamento"

04 dicembre 2018

MILANO - L'immigrazione è un tema scottante e le polemiche e le paure di una "invasione" rischiano di deformare la percezione della realtà. Anche i casi di discriminazione verso gli stranieri sarebbero di fatto sovrastimati. "Nonostante il clima apparentemente contrario all'accoglienza degli immigrati, da quando ha vinto il fronte populista alle elezioni, i reati contro gli stranieri non sono cresciuti, ma sono anzi diminuiti". È quanto scrive Giovanni Giulio Valtolina, ricercatore della Fondazione Ismu nel Rapporto 2018, presentato questa mattina (vedi lancio precedente). Secondo i dati del Dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero dell'Interno, nei primi due mesi del governo Conte (giugno e luglio del 2018) i crimini contro gli stranieri sono diminuiti del 20% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. In particolare, sono diminuiti gli omicidi (da 54 nel 2017 ai 44 nel 2018), le lesioni dolose (da 2.402 a 1.858), i reati di percosse (da 447 a 372) e anche le minacce (da 1.692 a 1.291).

Il rapporto Ismu analizza anche il semestre che va dallo scioglimento delle Camere al primo mese del governo Conte e i dati mostrano un calo dei reati commessi in cui sono vittime gli stranieri: si è passati dai 4.850 del gennaio-giugno del 2016, ai 4.366 dello stesso periodo del 2017 ai 3.631 del 2018. "La folle sparatoria di Luca Traini a Macerata non sembra quindi indicare, stando ai dati del Ministero, un nuovo clima sociale, intossicato dalla xenofobia", sottolinea Valtolina.

Rimane però, secondo il Rapporto Ismu, una "percezione distorta della presenza di immigrati nel nostro Paese". E da diversi studi e sondaggi (anche europei) citati nel capitolo di Valtolina ("Atteggiamenti e orientamenti degli italiani nei confronti degli immigrati"), emerge come la maggior parte degli italiani sovrastimi il numero dei migranti in Italia, così come il numero degli sbarchi. "Molti degli avvenimenti che hanno contrassegnato questo anno trasmettono la sensazione di un continente in guerra -scrive sempre Valtolina-. Bisogni e desideri contraddittori si sono tradotti in una serie incoerente di politiche, paradossalmente esacerbate dalle norme sulla libera circolazione all'interno dell'Unione Europea". Di fronte a un sentimento crescente contro lo straniero, la sfida dell'integrazione è ancora più difficile. "Politiche migratorie più accoglienti possono essere attuate solo con il consenso dell'opinione pubblica, non opponendosi ad essa. Ampi settori dell'opinione pubblica sono diventati ostili perché hanno finito per associare l'immigrazione con cambiamenti inaccettabili. Ecco perché, paradossalmente, il dibattito sull'immigrazione non può essere vinto solo parlando di immigrazione, in termini difensivi. Le paure attuali dei cittadini europei sono espressione di una più ampia sensazione di disorientamento, a cui reagiscono con atteggiamenti molto spesso ostili. Finché non sarà affrontato questo problema, l'arrivo dei migranti sulle coste italiane, greche e spagnole continuerà a essere considerato una crisi". (dp)

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