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Diritti umani, in 200 mila per rilanciare la Dichiarazione universale

Tante le iniziative organizzate in tutta Italia per il 10 dicembre. Online la mappa interattiva degli eventi. Flavio Lotti, coordinatore del Comitato nazionale per il 70° anniversario della Dichiarazione: “Italia non si può permettere di ignorare il Global Compact”

07 dicembre 2018

ROMA - “Se non esistesse, oggi saremmo tutti più poveri, deboli e insicuri”. A settant’anni dalla firma della Dichiarazione universale dei diritti umani, Flavio Lotti, coordinatore del Comitato nazionale per il 70° anniversario lancia un appello dalle pagine di Famiglia Cristiana, in vista della giornata di commemorazione della Dichiarazione che si terrà il prossimo 10 dicembre.  “Si firmeranno il 10 e 11 dicembre a Marrakech e sarà un fatto importante - scrive Lotti - . I due documenti dell'Onu (Global Compact) sulle migrazioni e sui rifugiati segnano in sostanza una prima, importante, assunzione di responsabilità collettiva. Tutti i poteri rimangono nelle mani degli stati ma il mondo comincia a passare dalle parole ai fatti. L'Italia non si può permettere di ignorarlo. Da anni chiediamo all'Europa e al mondo di non lasciarci da soli ad affrontare il dramma di chi continua a morire attraversando il Mediterraneo. Che senso ha boicottare il primo accordo internazionale che ci sta venendo in aiuto?” Per Lotti, il “sospetto” è “che non si voglia in alcun modo riconoscere che anche i migranti e i rifugiati sono persone come noi - aggiunge -, che devono essere trattate con umanità, dignità e rispetto. Chiudergli i porti e le porte in faccia, rigettarli nelle mani dei carcerieri libici, abbandonare chi è già arrivato in Italia è una chiara violazione dei principi fondamentali sanciti, il 10 dicembre 1948, dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani”. 

Intanto, per il 10 dicembre sono tante le adesioni alla Giornata mondiale d’azione per i diritti umani, un’iniziativa lanciata da Tavola della pace, Scuole per la pace, Coordinamento nazionale enti locali per la pace e i diritti umani e Centro di Ateneo per i diritti umani “Antonio Papisca” dell’Università di Padova. Secondo gli organizzatori, sono 200 mila i partecipanti all’iniziativa. “Fermiamoci tutti, per almeno un minuto di silenzio, in solidarietà con tutte le persone che ancora oggi sono vittime della violazione dei diritti - si legge sul sito web del comitato -. Dopo il silenzio, diamo voce ai diritti umani, rileggiamo i 30 articoli della Dichiarazione Universale, riflettiamo insieme su cosa possiamo fare per difendere e affermare i diritti umani, a casa nostra e nel resto del mondo”. Sul sito sono disponibili tutti i materiali e i suggerimenti per organizzare alcune iniziative nelle proprie comunità. Sempre online, infine, la mappa degli eventi e degli appuntamenti organizzati in tutta Italia per la Giornata del 10 dicembre.

Una Dichiarazione, aggiunge Lotti su Famiglia Cristiana, che “per più di mezzo secolo, è diventata la bussola della comunità internazionale - scrive -. Seguendo le sue indicazioni, l'umanità intera ha potuto compiere grandi passi in avanti sulla strada dei diritti umani, della dignità, della libertà e dell’uguaglianza".  Dalla Dichiarazione universale è nato il "Diritto internazionale dei diritti umani" costituito da oltre 130 Convenzioni giuridiche internazionali e da una fitta rete di istituzioni impegnate nella difesa e attuazione dei diritti, spiega Lotti. “Molte conquiste sono state possibili anche grazie alla pressione di tantissime organizzazioni della società civile di tutto il mondo - aggiunge - e di importanti figure della chiesa come Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II: dalla decolonizzazione alla fine della guerra fredda (1989) e dell'apartheid (1994), dal trattato per la messa bando delle mine antipersona (1997) alla nascita della Corte penale internazionale (1998), alla cancellazione del debito estero di molti paesi del sud del mondo (2000)”. Tuttavia, dall'attentato alle torri gemelle, “molte cose sono cambiate e alcune delle più importanti conquiste dell'umanità rischiano oggi di essere cancellate - conclude -: l'universalità dei diritti umani, il diritto alla dignità di tutti, il principio di uguaglianza e di giustizia. Molti nostri diritti fondamentali, dal diritto alla vita al diritto al lavoro, dal diritto alla salute alla libertà di espressione o religione attendono ancora di essere realizzati ma una politica senza bussola non promette nulla di buono”.

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