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Dl sicurezza, un progetto per aiutare le famiglie allontanate dall’accoglienza

Promosso dalla cooperativa romana In Migrazione, nasce per sostenere le famiglie che, con l’entrata in vigore delle misure previste nel decreto sicurezza, sono state costrette a uscire dai centri d’accoglienza che le ospitavano. Al via anche una campagna di crowdfunding

15 dicembre 2018

ROMA – Abegal è nigeriana, Solomon ghanese. Sono arrivati in Italia nel 2017 e hanno avuto due gemelli. Ottenuta la protezione umanitaria sono stati segnalati per l’inserimento nel circuito Sprar. Steve e Victoria sono scappati dalla Nigeria, arrivando dopo un viaggio drammatico in Italia, a Roma, dove l’anno scorso è nato il piccolo Christian. Dopo avere ottenuto la protezione umanitaria ed essere stati accolti a Rignano Flaminio in un progetto di prima accoglienza diffusa in appartamenti, sono in attesa di entrare in un percorso Sprar.

Le loro sono due delle famiglie che, per effetto del decreto sicurezza diventato legge, non potranno continuare nei loro progetti. Così, In Migrazione, cooperativa romana, ha scelto di dare vita al progetto UMANItalia. Obiettivo, “aiutare concretamente queste famiglie abbandonate dallo Stato. UMANItalia è la comunità positiva che, praticando una pacifica disobbedienza civile, vuole passare dalle parole ai fatti, aiutando concretamente e subito quelle famiglie che fino a ieri avevano diritto all’accoglienza e da oggi si trovano a vivere per strada. È un modo per essere al fianco dei Comuni che già a partire dal 1° dicembre si trovano a dover gestire senza strumenti idonei queste persone finite in mezzo alla strada e dei prefetti costretti a fare i conti con le conseguenze reali del decreto sicurezza”.

BOX In pratica, con UMANItalia In Migrazione vuole adottare queste famiglie, garantendo loro l’accoglienza venuta a mancare. “Non solo vitto e alloggio – precisa la cooperativa –, ma anche i servizi fondamentali per conquistare una concreta autonomia lavorativa e abitativa”. Scuola di italiano, sostegno psicologico e sociale, corsi di formazione professionale e tirocini formativi per i genitori, inserimento e supporto alla scolarizzazione dei minori, assistenza sanitaria e pediatrica, attività ludiche e sportive per l’integrazione dei bambini. “Garantiremo percorsi di accoglienza personalizzati della durata minima di 4 mesi, incentrati sull’integrazione e sul fornire a queste famiglie bisognose concreti strumenti per l’autonomia”.

Per finanziare il progetto, In Migrazione ha aperto una campagna di crowdfunding sul sito Produzionidalbasso.com: si chiama “UMANItalia – Diamo un rifugio alle vittime del decreto Salvini”. Con una donazione di 35 euro si garantirà un giorno di accoglienza a un bambino o a un adulto, con 50 euro la fornitura di beni di prima necessità per un bambino per un mese, con mille l’accoglienza per un adulto o un bambino per un mese. È anche possibile effettuare un bonifico bancario o usare Paypal. “Tutte le donazioni ricevute saranno devolute a quelle associazioni e cooperative che gestiscono centri di accoglienza virtuosi e di qualità in tutta Italia che ospitano nuclei familiari con protezione umanitaria”.

Come detto, i primi due nuclei familiari sono già stati individuati, ma è possibile candidare al progetto un nucleo familiare con protezione umanitaria mandando una mail alla cooperativa. La prima famiglia è quella di Abegal, Solomon e dei loro due gemelli. Accolti in Provincia di Rieti dalla cooperativa Il Volo, si sono subito messi in gioco, partecipando a tutte le attività proposte nonostante le serie problematiche sanitarie. I due gemelli hanno iniziato a frequentare il nido. Solomon, nel suo percorso di integrazione, ha conosciuto il rugby, se ne è innamorato e oggi milita nella squadra ufficiale di Rieti. “Nonostante l’impegno e la volontà all’integrazione, la famiglia non è ancora però autonoma sul piano economico e lavorativo – spiegano –. Pochi giorni fa la doccia fredda: nessun diritto di accesso allo Sprar e la comunicazione che dovranno prestissimo lasciare l’appartamento del centro di accoglienza, pur non avendo un altro posto per dormire e non avendo amici che li possano ospitare. Noi vogliamo aiutarle a rimanere nel centro”.

La seconda famiglia è quella di Steve, Victoria e del loro piccolo Christian, accolti a Rignano Flaminio. Victoria frequenta la scuola di italiano per stranieri, le lezioni del Cpia per il conseguimento della licenza media e il corso professionale di “Economia Domestica” tenuto dalla Comunità di Sant’Egidio di Roma. “Desiderosa di trovare un lavoro per sostenere la famiglia si è iscritta a Garanzia Giovani e ha partecipato al bando di Servizio Civile”. Steve, invece, si è buttato a capofitto nella ricerca di un lavoro nel settore agricolo e ha trovato un impiego da fattore in un’azienda, “tuttavia, lo stipendio non è ancora sufficiente per poter garantire alla famiglia un’autonomia fuori dal circuito dell’accoglienza. Vogliamo aiutare Abegal, Solomon, i loro gemelli, Steve, Victoria e Christian a restare nei loro centro di accoglienza e a portare a termine il percorso per l’integrazione avviato e quasi concluso. Salviamo queste famiglie dalla vita in strada, a pochi passi dal traguardo di una piena autonomia”. (Ambra Notari)

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