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In Francia torna lo spettro dei “reati di solidarietà”

Sette attivisti, tra cui un'italiana, sono stati condannati dal tribunale di Gap per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Il gruppo aveva partecipato a una manifestazione di solidarietà verso i migranti che attraversano il confine Italia-Francia. Molti pensano che si tratti di una “decisione politica”

18 dicembre 2018

Confine Italia-Francia: torna lo spettro dei “reati di solidarietà” 1

In Francia si torna a parlare di “reati di solidarietà”. Il 13 dicembre, infatti, il tribunale di Gap, dipartimento delle Alte Alpi, ha condannato sette attivisti, tra cui un’italiana, che avevano partecipato a una manifestazione in appoggio ai migranti di Claviere e Monginevro. In particolare, il gruppo è accusato di avere favorito l’immigrazione clandestina perché alcuni stranieri, in quell’occasione, avevano passato il confine Italia-Francia.

La sentenza. I giudici hanno accolto la domanda del procuratore Raphaël Balland, condannando a sei mesi con la condizionale BenoîtDucos, Lisa Malapert, Théo Buckmaster, Bastien Stauffer e l'italiana Eleonora Laterza, mentre Jean-Luc “Juan” Jalmain e Mathieu Burellier si sono visti comminare dodici mesi, di cui otto con la condizionale e quattro in carcere. Oltre a questo, Burellier è stato condannato al risarcimento di quasi 6 mila euro per aggressione a pubblico ufficiale.

Gli eventi. La sentenza è arrivata in relazione a una manifestazione dello scorso aprile, che aveva visto la partecipazione di circa cento persone. A organizzarla era stato il movimento Tous migrants, insieme ad altri attivisti italiani e francesi impegnati nell’accoglienza ai profughi. L’evento era stato realizzato in opposizione a un altro, di segno opposto, promosso da “Generazione identitaria”, organizzazione di estrema destra che aveva cercato di bloccare chi tentava di passare senza documenti per il colle della Scala, tra Piemonte e Val de la Clarée, in Francia. Gli imputati, da parte loro, hanno sempre dichiarato di aver solo preso parte a una manifestazione pacifica.

Confine Italia-Francia: torna lo spettro dei “reati di solidarietà” 2

La reazione. Ai “sette di Briançon”, come è stato soprannominato il gruppo, non resta ora che fare ricorso alla Corte d'Appello di Grenoble. E nel frattempo non sembrano rassegnati a stare in silenzio. «La giustizia ha deciso di non procedere nei confronti dei fascisti di Generazione identitaria, ma di accanirsi su chi aiuta i più deboli – ha detto Mathieu Burellier uscendo dal tribunale – ed è un segnale molto grave: oggi lo Stato ha scelto la morte perché questa sentenza intima a tutti di lasciar crepare i migranti se non vogliono finire nei guai». Dello stesso tenore le dichiarazioni di Benoît Ducos. «Non potevamo permettere che le nostre montagne fossero militarizzate e occupate dai fascisti», ha detto, facendo notare anche che nel frattempo non è stata intrapresa alcuna azione verso Generazione Identitaria.

Il commento della legale. Secondo l’avvocata Laura Martinelli, impegnata da tempo sul tema della migrazione, «il tribunale di Gap ha preso una decisione politica». Si tratta, sostiene Martinelli, di «una sentenza che convalida la gestione repressiva delle autorità alla frontiera, sia nei confronti dei migranti che dei cittadini solidali nei loro confronti».

L’articolo integrale di Federica Tourn (da Gap, Francia), “Confine Italia-Francia: torna lo spettro dei “reati di solidarietà, può essere letto su Osservatorio Diritti. 

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