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Il cinema (e la sua magia) in ospedale per i piccoli pazienti: raccolta fondi al via

Al via il crowdfunding per “Il cimena: dove il cinema non arriva... arriva il cimena!” per programmare 2 mesi di proiezioni nei reparti pediatrici di 2 ospedali di Bologna. “Il cimena non ha bisogno di grandi platee, anche 2 occhi giustificano il viaggio e il pensiero di aver reso felice qualcuno, vale la fatica”

21 dicembre 2018

BOLOGNA – Portare il cinema nei reparti pediatrici degli ospedali di Bologna. È l'obiettivo del progetto “Il cimena: dove il cinema non arriva... arriva il cinema!” promosso dall'Associazione Il cimena (il modo in cui i bambini storpiano la parola “cinema”), fondata da Elena Xerri, che di lavoro fa l'aiuto regista. “Vogliamo arrivare ovunque, anche in un piccolo ospedale di provincia perché la caratteristica principale del cimena è quella di essere una struttura semplice e modulare”, spiega Xerri che, per sostenere il progetto ha lanciato un crowdfunding Ideaginger. Per cominciare l'associazione ha acquistato un proiettore semiprofessionale, uno schermo di 2,6x3 metri, ha predisposto un impianto audio dolby surround, una macchina che fa i pop corn e selezionato cartoni animati e corti di animazione. “L'installazione – spiega Xerri sulla pagina del progetto su Ideaginger – richiede qualche ora ma anche questo diventa un momento di condivisione che coinvolge e carica di entusiasmo i piccoli spettatori che si sentono parte della macchina magica”

Per realizzare il progetto l'associazione punta a raccogliere 5 mila euro, “che serviranno per programmare 2 mesi di proiezioni in 2 ospedali del territorio, con una proiezione alla settimana”. Le donazioni garantiranno la continuità coprendo i costi dei contenuti (i film), del tecnico per la proiezione, del noleggio di materiali tecnici di supporto (teli per oscuramento, stativi di appoggio) e dei costi vivi (stampe, matite colorate da regalare ai bambini). “Questo è il cimena e mi piacerebbe immaginare che domani ci possano essere 5 furgoni pieni di magia che girano e si fermano nelle realtà meno considerate – aggiunge Xerri – perché il cimena non ha bisogno di grandi platee, anche solo 2 occhi giustificano il viaggio e il pensiero di aver reso felice qualcuno, anche solo per qualche ora, vale la fatica”.

Per la raccolta fondi, l'associazione si è avvalsa anche del supporto di Kick-ER, servizio di orientamento gestito da Aster (la società della Regione Emilia-Romagna per l'innovazione e la ricerca industriale). “Questo progetto rappresenta una nuova linea di attività di Aster e cioè quello dell'innovazione sociale – spiega Marina Silverii, direttore di Aster –, sanità e industrie culturali e creative possono avere un impatto positivo per il benessere della persona e per l'innalzamento della qualità della vita”. Una ricercatrice dell'Università di Bologna, Michela Schenetti, sostiene l'iniziativa aiutando Il cimena a “progettare” gli interventi perché possano essere non solo rispettosi delle emozioni degli adulti e dei bambini presenti, ma possano nutrire le loro competenze emotive.

C'è tempo fino al 18 febbraio 2019 per sostenere il progetto: a seconda dell'importo donato i sostenitori riceveranno ricompense dedicate come, ad esempio, la presenza del proprio nome nei titoli di coda o la partecipazione esclusiva a una proiezione. “Ma il premio più grande sarà aver regalato un'esperienza di magia e meraviglia ai piccoli ospiti delle pediatrie ospedaliere e alle loro famiglie”. (lp)

 

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