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Siria, Gvc: 37 scuole ristrutturate e quasi 17 mila studenti riportati sui banchi

Sono i numeri dell’impegno in Siria della ong bolognese, al lavoro contro la dispersione scolastica: “Matrimoni precoci e lavoro minorile sono solo due dei rischi cui sono esposti i bambini siriani costretti ad abbandonare la scuola: è anche da questi pericoli che li abbiamo protetti”

29 dicembre 2018

Trentasette scuole ristrutturate per un totale di 114 classi ricostruite, 12 aule prefabbricate realizzate, 16752 studenti riportati sui banchi, 10 mila kit scolastici consegnati: sono i numeri dell’impegno della ong bolognese Gvc in Siria, tra Aleppo e Deir Ez Zour. Dall’inizio del conflitto sono oltre 5 milioni i siriani in fuga, poco meno di 2 milioni i bambini che non possono andare a scuola – percentuale di scolarizzazione seconda peggiore al mondo –, oltre 13 milioni le persone che hanno bisogno di emergenza umanitaria. “Matrimoni precoci e lavoro minorile sono solo due dei rischi cui sono esposti i bambini siriani costretti ad abbandonare la scuola – spiega Gvc –. Ed è anche da questi pericoli che li abbiamo protetti, riportandoli in classe. Durante questi anni di guerra in Siria, abbiamo continuato a ristrutturare le scuole, trasformando le stanze sfigurate da buchi dei proiettili, bombe e colpi di mortaio, in aule pronte a sostituire l’immaginario della guerra nel presagio di un futuro diverso”.

Gvc ha avviato ad Aleppo anche un campagna di informazione: gli operatori della ong sono scesi in strada con una casacca con la scritta “Qualunque cosa sia successa, vogliamo solo che i bambini tornino a scuola”. “Abbiamo accolto gli studenti con spettacoli di magia e regali: zainetti, pastelli e libri da colorare, matite e penne che hanno stretto nei pugni, pronti a rimanere in classe per sfuggire alla dura lezione della guerra. Ci sono bambini di 10 anni che non ricordano più cosa significhi vivere senza la guerra, mentre quelli di 5 anni non lo hanno mai saputo”. 

La ong bolognese è presente in Siria da prima della guerra: con l’intensificarsi del conflitto ha assistito la popolazione con progetti di emergenza legati all’acqua – installazione di cisterne per lo stoccaggio e la distribuzione di taniche in diversi dipartimenti di Aleppo, Quneitra, Sweida, Daraa e Damasco – e all’educazione, contro la dispersione scolastica. È possibile contribuire con una donazione aderendo al progetto #faiunregaloaunfuoriclasse: quanto ricevuto sarà investito nella formazione degli insegnanti in metodologie di educazione attiva e gestione di traumi psicologici causati dalla guerra e materiale didattico per docenti e bambini (mappamondo, zaini, cancelleria). (Ambra Notari)

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