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La Camera approva in via definitiva: la Manovra economica è legge

L’aula della Camera ha approvato la manovra con 313 sì e 70 contrari. Pd e Leu non hanno partecipato al voto. Duro e senza esclusioni di colpi il dibattito in Aula. Il premier Conte: "Inizia la stagione del riscatto". Tria: "Manovra mirata a sostenere la crescita e a difendere la pace sociale". Opposizioni feroci: "Democrazia ferita"

30 dicembre 2018

ROMA – L’aula della Camera ha approvato in via definitiva la manovra con 313 sì e 70 contrari. Pd e Leu non hanno partecipato al volo pur restando in aula. La Manovra economica, dunque, ora è legge. In serata, da fonti del Quirinale, si è saputo che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato la legge di Bilancio.
Duro e senza esclusioni di colpi il dibattito in Aula, con accuse all’indirizzo del Governo e risposte altrettanto forti. Ecco alcune reazioni politiche.

La difesa di Fico. "Non potevo io da solo prendere la responsabilità assolutamente assurda di mandare il paese in esercizio provvisorio per allungare i tempi di discussione, fermo restando che i tempi dovevano essere più lunghi perch la legge di bilancio è una delle leggi più importanti che il parlamento si trova a discutere in un anno". Così il presidente della Camera, Roberto Fico, dopo l'approvazione della manovra, si difende su Facebook dalle accuse dell'opposizione. "Se mi si critica dicendo che sono stato fazioso e parziale questo non è assolutamente vero. Ho dato il tempo massimo che potevo e così farò anche in futuro. Continuerò a lavorare in modo onesto, la via per rendere il Parlamento di nuovo centrale è tracciata", ha concluso.

Conte: “Inizia la stagione del riscatto”. il premier Giuseppe Conte su Instagram, subito dopo l’approvazione: "Il 2018 si chiude con la prima manovra economica del Governo del Cambiamento. Una manovra frutto di scelte di politica economico-sociale ben precise orientate a redistribuire ricchezza e a puntare sugli investimenti. Il tutto rispettando appieno la volontà espressa dagli elettori. Finisce un anno, ma inizia la stagione del riscatto con più diritti, più crescita, più equità sociale e con al centro il lavoro. L'Italia è pronta a ripartire. E a tornare grande".

Il premier Giuseppe Conte

Di Maio "Manovra del popolo: FATTO!”. “È la prima legge di bilancio scritta con il cuore e pensando agli italiani. Abbiamo ancora tanto da fare, ma la strada è quella giusta. Voglio dire grazie a tutti. Grazie a tutti quelli che ci hanno sostenuto in questi mesi. Grazie a tutti i nostri iscritti. Grazie a tutti i nostri attivisti. Grazie a tutti i nostri deputati e senatori che hanno tenuto duro fino alla fine. Grazie a tutti i ministri. Grazie al Presidente Conte. Grazie a tutti gli italiani, grazie alle persone che il 4 marzo hanno creduto in noi e che hanno reso possibile tutto questo". Così il vice premier Luigi Di Maio su Facebook. E ha continuato: "Se l'Italia ha iniziato oggi un percorso di cambiamento è anche merito di ognuno di voi. Viva l'Italia e viva il MoVimento 5 Stelle. Il 2018 finisce bene e il 2019 può iniziare ancora meglio! Adesso qualche giorno di pausa... Ci vediamo prestissimo!". 

Tria: “Tutte le finanziarie sono state criticate. Siamo soddisfatti”. Il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, in una dichiarazione sul sito del Mef afferma: "Con grande fatica e altrettanta determinazione oggi abbiamo tagliato il traguardo della Finanziaria 2019. Lo abbiamo fatto entro i tempi previsti che ci hanno evitato da un lato la gestione del bilancio con le mani legate dall'esercizio provvisorio e dall'altro una procedura europea per deficit eccessivo che di fatto avrebbe commissariato il paese per 5-7 anni".
"Lo abbiamo fatto rispettando le promesse elettorali con una manovra mirata a sostenere la crescita economica e a difendere la pace sociale in una congiuntura europea e internazionale che non si annuncia favorevole", spiega. "Lo abbiamo fatto ribadendo la credibilità della scelta e dell'impegno europeo dell'Italia fugando in concreto qualsiasi ombra di Italexit: con questo fondamentale segnale, abbiamo garantito la stabilità finanziaria del paese, scoraggiando le turbolenze sui mercati, mettendo fine alla corsa dello spread e quindi allo spreco di enormi risorse che, invece di essere bruciate per pagare tassi di interesse sul debito incongrui rispetto ai fondamentali economici del paese, potranno ora essere investiti nel suo sviluppo". E conclude: "Per tutte queste ragioni e nonostante le inevitabili critiche che questa Finanziaria si è attirata, come del resto è accaduto a quasi tutte quelle che l'hanno preceduta, possiamo dunque ritenerci soddisfatti. E guardare al futuro con ritrovata fiducia”.

Giovanni Tria

Scuola, la soddisfazione di Bussetti. "Si tratta di misure concrete che si inseriscono nel solco del lavoro che abbiamo avviato fin dal nostro insediamento e che gettano le basi per quello che porteremo avanti nei prossimi mesi", ha invece commentato del ministro dell'Istruzione Marco Bussetti. "Siamo riusciti a inserire nella manovra provvedimenti che erano per noi essenziali: il nuovo reclutamento nella scuola, l'incremento delle facoltà assunzionali negli Atenei, in particolar modo in quelli virtuosi, la nascita della Scuola Superiore Meridionale. Portiamo avanti un percorso coerente per il buon funzionamento del sistema scolastico, dell'Università, della Ricerca, dell'Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica".
"Con la manovra - dettaglia il ministro - siamo intervenuti risolvendo questioni importanti, come quella dello stipendio degli insegnanti che rischiava di essere decurtato già a partire dal mese di gennaio. Il precedente Governo non aveva infatti stanziato fondi sufficienti in occasione dell'ultimo rinnovo del contratto collettivo nazionale. Abbiamo recuperato quello che serviva e messo in salvo i salari. Apriamo le porte della Scuola ai giovani che vogliono insegnare: avremo concorsi snelli e banditi regolarmente. Chi vince va in cattedra: niente più anni infiniti di precariato prima del contratto a tempo indeterminato. Nella fase attuativa terremo naturalmente conto anche di chi ha già fatto un percorso di insegnamento che dovrà essere valorizzato".
Bussetti prosegue: "Rilanciamo l'Alternanza Scuola-Lavoro: riducendo le ore minime obbligatorie avremo percorsi di maggior qualità. Lo avevamo annunciato a scuole, famiglie e studenti. Una promessa mantenuta. Mettiamo risorse per incrementare il tempo pieno. Per la Scuola non ci sono tagli, ma fondi in più. Valorizziamo i giovani laureati di talento: favoriremo la loro assunzione da parte delle aziende", prosegue il Ministro. Per l'Università "è prevista l'assunzione di circa 1.500 ricercatori di tipo b, che sarà disposta in deroga al blocco delle assunzioni. Così come non ci sarà alcun blocco alle progressioni di carriera di chi fa ricerca negli atenei, né per scuole e Afam. Abbiamo voluto e ottenuto un'attenzione particolare su questo punto. Così come abbiamo ottenuto maggiori assunzioni per gli atenei. È una svolta: dobbiamo tornare ad assumere di più nelle università. E voglio anticipare - assicura Bussetti - che non ci saranno tagli alle borse di studio: i risparmi richiesti al bilancio del nostro Ministero saranno conseguiti razionalizzando voci di spesa inefficiente. Non toccheremo il diritto allo studio". Chiude Bussetti: "Con la Legge di bilancio aumentiamo, come avevamo promesso di fare, i contratti di formazione per le specializzazioni mediche. E lo facciamo a regime, in modo strutturale. Incrementiamo i fondi per enti di ricerca e atenei. Continuiamo a investire nelle nostre eccellenze". 

Fraccaro: “Finita la vecchia politica che tutelava i poteri forti”. "La manovra è legge. Abbiamo scritto una pagina di storia straordinaria, questa legge di bilancio rappresenta un punto di svolta perché restituisce sovranità al popolo. Dopo anni di politiche rigoriste il Paese può finalmente intraprendere la strada della crescita economica e della stabilità sociale. È la fine della vecchia politica che tutelava i poteri forti: ora al centro ci sono i cittadini, è un nuovo inizio per l'Italia". Lo ha dichiarato il ministro per i Rapporti con il Parlamento e la Democrazia diretta, Riccardo Fraccaro. "Con la manovra del popolo – ha aggiunto - non vengono più traditi gli impegni per interessi di parte, si attua il programma votato dai cittadini. Non sono più le lobby a dettare legge, le priorità della politica coincidono con quelle del Paese reale. Si inverte finalmente la rotta dell'austerity rivitalizzando il tessuto produttivo e, dopo i tagli da lacrime e sangue, si tornano a finanziare i servizi essenziali. Il Governo del cambiamento vuole ricucire lo strappo che si è creato in questi anni tra società e istituzioni a beneficio del nostro sistema democratico".

Fin qui l’Esecutivo. Parole di stampo completamente opposto da parte dei parlamentari di opposizione, sia nel momento del voto che nei momenti immediatamente successivi.

Molinari (Lega): “Fi accusa, ma da loro macelleria con Fornero”. Riccardo Molinari, capogruppo della Lega, nel corso delle dichiarazioni di voto sulla manovra in aula alla Camera, ha affermato: “Il governo Monti arrivò grazie a un golpe finanziario e burocratico e fu la più grande sciagura repubblicana recente. Non solo Forza Italia quel governo lo ha appoggiato, ma la macelleria sociale che è iniziata è partita propria dalla legge Fornero che noi cerchiamo di correggere e che prevedeva anche il blocco delle indicizzazioni che Forza Italia ha votato mentre oggi ci accusa, è una situazione particolare”.

Il Pd non ha partecipato al voto. Fiano (Pd): “Democrazia ferita”. “Rimarremo in quest’aula per il rispetto che portiamo al tempio della democrazia che è il parlamento, ma non parteciperemo al voto, non vogliamo essere i vostri complici in questo disegno”. Lo ha annunciato il deputato Pd, Emanuele Fiano, intervenendo alla Camera nel corso delle dichiarazioni di voto sulla manovra. La terza lettura della legge bilancio, ha sottolineato, è “stata la seconda mai fatta. Voi avete sepolto e offeso il dettato dell’articolo 72 della costituzione, voi della maggioranza e lei presidente Fico”. Questa è una “ferita alla democrazia” perchè “quando è un deputato della Repubblica che non può intervenire sulla manovra è il popolo che non può intervenire”, ha concluso.

Occhiuto (Fi): “Correzione dell’Ires per il terzo settore sia il primo atto del 2019”. “Volete riparare all’errore del raddoppio dell’Ires sul no profit? Assumetevi un impegno vero. Portate in Parlamento, come primo atto del 2019, la correzione di questa norma sommamente ingiusta. Ditelo ora”. Lo ha detto Roberto Occhiuto, vice presidente vicario del gruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo nell’Aula di Montecitorio in dichiarazione di voto sulla legge di bilancio 2019. Ieri Forza Italia ha presentato una proposta di legge, a prima firma della capogruppo Mariastella Gelmini, per la riduzione dell’imposta sul reddito delle società per gli enti senza scopo di lucro e gli istituti autonomi per le case popolari.

FdI contraria. Meloni: “Sembra fatta da Renzi”. “Voteremo contro la manovra e questo sinceramente ci dispiace perché la nostra non è mai stata una opposizione pregiudiziale. Siete fallaci sulla parola che avete abusato di più: il cambiamento, questa non è una manovra di cambiamento”. Così Giorgia Meloni, deputata Fdi, nel corso delle dichiarazioni di voto alla Camera sulla manovra. E’ “in perfetta continuità con le peggiori politiche delle sinistra, è una manovra che sarebbe potuta essere scritta tranquillamente da Renzi, Boschi e Padoan”. Quindi “ci sfugge la ragione per la quale il Pd se la prenda tanto, si sono sbracciati in questi giorni con Fiano che si è trasformato nell’incredibile Hulk”, ha sottolineato.
E ricordando l’episodio del balcone di Palazzo Chigi, Meloni ha concluso: “Oggi non è più il governo italiano che brinda, ma l’Europa”.

Fassina (LeU): “Da Governo strappo grave”. “Non abbiamo avuto la possibilità di discutere, il nostro gruppo non parteciperà al voto, resteremo in aula”, ma il passaggio parlamentare della manovra ha costituito “uno strappo gravissimo a livello costituzionale”. Lo ha annunciato Stefano Fassina, deputato di Leu, intervenendo in dichiarazione di voto sulla manovra nell’aula della Camera.

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