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Ricatti, pedopornografia, hate speech. Crescono minori vittime di reati online

Il Report 2018 della Polizia postale e delle comunicazioni. In aumento il numero di adolescenti vittime di reati contro la persona via web: dai 104 casi del 2016 si è passati ai 202 trattati nel 2018. La prevenzione dei rischi connessi a Internet ha coinvolto 15 mila scuole in 250 città

02 gennaio 2019

BOLOGNA – Diffamazioni, ricatti, pedopornografia, hate speech, stupri virtuali. Sono alcuni dei casi segnalati dalla Polizia postale e delle comunicazioni come risulta dal resoconto delle attività del 2018. Dal Report emerge l'aumento del numero di minorenni vittime di reati contro la persona tutte di età compresa tra i 14 e i 17 anni: dai 104 casi del 2016 si è passati a 177 nel 2017 e 202 nel 2018. Sono 43 gli arresti eseguiti nell'ambito delle attività di contrasto alla pedopornografia online e 532 le persone denunciate, oltre 33 mila i siti Internet monitorati (di cui 2.182 inseriti in black list), 13 le persone arrestate per adescamento di minori on line e 136 gli indagati. In crescita il fenomeno del ricatto on line: sono 940 i casi trattati dall'inizio dell'anno, 20 le persone denunciate e 2 arrestate in Italia. Da gennaio sono state denunciate 955 persone e 8 arrestate per aver commesso estorsioni a sfondo sessuale, stalking, molestie sui social netowrk, minacce e trattamento illecito di dati personali. Tra i reati contro la persona sono in aumento le diffamazioni on line soprattutto ai danni di chi ricopre incarichi istituzionali o persone note: sono state denunciate 685 persone nel 2018. “Si registra inoltre una continua evoluzione nella tipologia dei reati commessi – si legge nel Report – L'ultima modalità di violenza contro le donne è lo 'stupro virtuale' in cui all'interno di gruppi chiusi i partecipanti di sesso maschile condividono foto, cercate sui social o copiate di contatti su Whatsapp, di donne ignare, ritratte nella loro vita quotidiana, dando sfogo a fantasie violente e comportamenti offensivi”. Sono oltre 5 mila gli spazi virtuali monitorati nel 2018 per condotte discriminatorie di genere, antisemite, xenofobe e di estrema destra. In crescita anche le truffe on line: nel 2018 sono state denunciate 3.355 persone, ne sono state arrestate 39, sequestrati oltre 22 mila spazi virtuali, ricevute e trattate circa 160 mila segnalazioni di truffe o tentate truffe.

Sensibilizzazione e prevenzione dei rischi connessi all'uso di Internet. La campagna itinerante della Polizia postale e delle comunicazioni “Una vita da social” ha permesso di incontrare oltre 1,7 milioni di studenti, 180 mila genitori, 100 mila insegnanti per un totale di 15 mila scuole in 250 città. “Il progetto è innovativo e decisamente al passo con i tempi e si avvicina alle nuove generazioni evidenziando sia le opportunità del web sia i rischi di cadere nelle tante trappole dei predatori della Rete, confezionando un 'manuale d'uso' finalizzato a evitare il dilagante fenomeno del cyberbullismo e tutte quelle forme di uso distorto della Rete in generale e dei social network”. La campagna #cuoriconnessi ha coinvolto 30 mila studenti attraverso la proiezione di un docufilm e le testimonianze dirette dei minori vittime di prevaricazioni, vessazioni e violenze on line. Nel corso del 2018 sono stati realizzati incontri educativi sul territorio nazionale raggiungendo oltre 30 mila studenti e circa 3 mila istituti scolastici.

Cyber terrorismo. Sono stati monitorati circa 36 mila spazi web e rimossi 250 contenuti. È cresciuta l'azione di rimozione di contenuti illeciti presenti sulle proprie piattaforme da parte di Facebook, Google, Twitter e i maggiori fornitori di servizi Internet. Ma, “si è rilevato un passaggio dei fenomeni di diffusione e divulgazione dei contenuti riconducibili al radicalismo islamico su piattaforme social ritenute più sicure (Telegram, Whatsapp) in quanto garantiscono maggiore riservatezza. Inoltre, fornendo ai propri utenti un grado di anonimato più elevato finiscono per attrarre la quasi totalità delle attività di diffusione di contenuti illeciti o comunque di propaganda, poste in essere da soggetti contigui ad ambienti filojihadisti e agli stessi membri delle organizzazioni terroristiche”. La Polizia postale e delle comunicazione si avvale per l'attività di contrasto di profili sotto copertura creati ad hoc e gestiti dagli operatori, con l'affiancamento di mediatori linguistici e culturali. Tra i risultati: l'operazione Ansar ha portato all'individuazione di un minore italiano di origine algerina che attraverso Telegram svolgeva una campagna di proselitismo di matrice johadista, istigando altri utenti a commettere reati di terrorismo; l'operazione Lupi del deserto ha portato all'arresto di un cittadino egiziano di 22 anni per associazione con finalità di terrorismo internazionale e istigazione e apologia per delitti di terrorismo. (lp)

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