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Migranti, in aumento gli "sbarchi fantasma". Anche in barca a vela

Numeri sempre contenuti, ma la Guardia Costiera conferma la crescita del fenomeno: piccole unità in legno, ma anche barche da diporto, piccoli pescherecci e perfino barche a vela, navigano in pieno anonimato e senza alcun sistema di rilevazione verso le coste italiane. "Più facile per loro eludere i controlli delle autorità nazionali"

12 gennaio 2019

ROMA - Che gli sbarchi siano crollati rispetto agli anni passati è un dato di fatto. Ma, nel suo piccolo, c'è un fenomeno in crescita: sono infatti in aumento gli "sbarchi fantasma", con l'utilizzo preminente di piccole unita' in legno, unita' da diporto e piccoli pescherecci, privi di qualsiasi sistema di rilevazione che ne consenta il monitoraggio. La tendenza è confermata dal Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto, che in una nota spiega la situazione.

"Si osserva - si legge nel comunicato - come sia significativamente piu' contenuto il numero degli occupanti per unita', a fronte delle centinaia di migranti solitamente a bordo di ogni singola unita' nel Mediterraneo centrale. Le imbarcazioni utilizzate, che provengono solitamente dalle due direttrici principali Tunisia/Algeria e Mediterraneo orientale, differiscono notevolmente per dimensioni e tipologia: si assiste a un utilizzo preminente di piccole unita' in legno, unita' da diporto e piccoli pescherecci, a differenza dei gommoni mono-tubolari o barconi in legno piu' largamente impiegati nel Mediterraneo centrale. Sono comunemente utilizzate unita' prive di qualsiasi sistema di rilevazione che ne consenta il monitoraggio attraverso i sistemi tecnologici di cui sono dotate tutte le Sale operative".

Secondo la Guardia costiera, "queste unita', in particolare le barche a vela provenienti da Est, possono essere facilmente scambiate per quelle dedite ad una regolare navigazione da diporto o comunque ad un "normale" uso del mare e, pertanto, non immediatamente associabili al fenomeno migratorio".

"Questo - si legge nella nota - consente loro di eludere piu' agevolmente i controlli che le autorita' nazionali e gli organismi internazionali esercitano nelle rispettive aree di competenza. Tali unita' navigano in totale autonomia, senza richiedere aiuto, cercando di occultare la loro presenza allo scopo di raggiungere le coste italiane senza essere individuate ed intercettate.

La segnalazione, alle Forze di polizia competenti per la vigilanza delle frontiere terrestri e marittime, circa l'avvistamento, in mare o una volta avvenuto lo sbarco, di unita' coinvolte in presunta attivita' migratoria, si rende fondamentale per garantire il rispetto della legalita' e l'intervento delle unita' delle Forze di polizia che operano in mare e a terra, nonche' delle unita' della Guardia costiera che dovessero essere gia' in area, impegnate nei diversi compiti istituzionali connessi (quali, per la Guardia costiera, tra gli altri, la tutela ambientale ed il controllo sulla intera filiera ittica). Qualora, invece, le unita' nel tentativo di raggiungere le coste italiane creino situazioni di pericolo per le vite degli occupanti (ad esempio unita' con persone a bordo abbandonate in balia delle onde dai conduttori, richieste di soccorso lanciate dagli occupanti, eccetera…) si concretizza la fattispecie del soccorso in mare, che fa capo alla Guardia costiera italiana".

(DIRE)

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