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Ebola, prima emergenza per il futuro presidente del Congo

La malattia ha già causato oltre 350 vittime e il contagio del virus sta raggiungendo nuove aree del paese. L'esito delle elezioni presidenziali è previsto per il 18 gennaio. I risultati provvisori vedono vincitore Felix Tshisekedi, figlio d’uno storico oppositore del presidente uscente Kabila

14 gennaio 2019

Personale sanitario in Congo - Foto: @Unicef/Nybo
Personale sanitario in Congo - Foto: @Unicef/Nybo

Il nuovo presidente della Repubblica democratica del Congo, chiunque sarà, dovrà occuparsi in fretta dell’emergenza ebola. La malattia, infatti, ha già fatto oltre 350 vittime. Tanto che la commissione elettorale ha deciso di rimandare a marzo le elezioni presidenziali a Beni e Butembo, mentre nel resto del paese si è votato lo scorso 30 dicembre.

-L’esito elettorale. I risultati provvisori delle elezioni vedono vincitore, con circa 7 milioni di preferenze (38,5% dei voti), Felix Tshisekedi, figlio d’uno storico oppositore del presidente uscente, Joseph Kabila, ma fuori dalla coalizione di opposizione. Al secondo posto si è piazzato Martin Fayulu (34,7%), il candidato anti-Kabila. Risultati che, però, sono stati contestati da diversi analisti. Oltre che dallo stesso Fayulu, che pretende un nuovo conteggio delle schede. Una richiesta che è già stata appoggiata dalla Comunità di sviluppo dell'Africa meridionale (Sadc) e dalla Chiesa cattolica, che aveva inviato circa 40 mila osservatori. Se tutto procederà come previsto, l’esito sarà ufficializzato il 18 gennaio. Ma intanto l’incertezza sta causando scontri e morti.

Emergenza ebola. È in questo contesto che si sta diffondendo l’ebola, che sembrava essere stata domata grazie a un vaccino sperimentale. Per Chiara Montaldo, infettivologa di Medici senza frontiere, "la situazione di insicurezza nella regione del Nord Kivu ha un grosso impatto sulla gestione dell'epidemia di ebola. La popolazione, terrorizzata da anni di massacri regolari, da rapimenti, da stupri e altre violenze, vive in un clima di paura e di sfiducia nelle istituzioni che dovrebbero proteggerla". La difficoltà maggiore è quella di portare in ospedale chi è colpito dal virus e mettere al riparo dalla malattia chi ha avuto contatti con il paziente.

Personale Unicef parla della prevenzione dell’ebola in Kivu (Repubblica Democratica del Congo) – Foto: @Unicef/Naftalin
Personale Unicef parla della prevenzione dell’ebola in Kivu (Repubblica Democratica del Congo) – Foto: @Unicef/Naftalin

Il vaccino. La lotta a ebola è affidata in parte al vaccino sperimentale rVSV-ZEBOV della farmaceutica Merck. Ma i problemi sono diversi. Oltre al continuo rischio di esaurimento scorte, infatti, questo farmaco deve essere conservato a temperature basse per essere efficace, ma questo spesso non è possibile quando ci sono di mezzo lunghi tragitti verso i villaggi. E gli scontri armati complicano tutto. Detto questo, comunque, l’Organizzazione mondiale della sanità conta circa 54 mila nuove vaccinazioni nel paese nell’ultimo trimestre dello scorso anno.

Mappa del contagio. Ebola sta raggiungendo Goma. "Il capoluogo della regione del Nord Kivu è l’incrocio tra le diverse vie di commercio che uniscono la Repubblica democratica del Congo con Uganda e Rwanda. Significa che le persone, 8 milioni di residenti, sono costantemente in transito e la malattia rischia quindi di uscire dai nostri confini", dice Tamba Emmanuel Danmbi-saa, responsabile dei programmi umanitari di Oxfam nell'area.

L’articolo integrale di Laura Fazzini, “Ebola: Congo, la lotta al virus fa i conti con le elezioni”, può essere letto su Osservatorio Diritti

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