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Firenze, agli Innocenti 75 figli adottati ricercano la madre biologica

Cresce il numero di persone che fanno richiesta per avere accesso alle informazioni sulle loro origini. Quasi cento figli adottati si sono presentati allo sportello dedicato all’Istituto degli Innocenti dallo scorso marzo

21 gennaio 2019

FIRENZE - Cresce il numero di persone che fanno richiesta per avere accesso alle informazioni sulle loro origini, cresce la consapevolezza di una cultura dell’adozione e dell’accoglienza capace di scardinare pregiudizi e stereotipi legati all’abbandono. In questo contesto Ser.I.O., il Servizio per le Informazioni sulle Origini, il progetto dell'Istituto degli Innocenti, finanziato dalla Regione Toscana, pensato per orientare chi è alla ricerca della propria famiglia biologica, compie un anno.

Ser.I.O. si avvale della collaborazione tra Istituto degli Innocenti, Regione Toscana, e Centri Adozione di Area Vasta, (Firenze, Prato, Pisa e Siena), i servizi territoriali per il sostegno alle famiglie adottive e della partecipazione del Tribunale per i minorenni di Firenze. Davanti a un cambiamento di scenario (e alle nuove possibilità giuridicamente sostenute di accesso alle informazioni sulla propria famiglia naturale) il progetto innovativo ha il merito di aver avviato una riflessione sulle prassi professionali, ma anche di aver attivato strumenti per rispondere a nuovi bisogni, come hanno spiegato nel corso di una conferenza stampa Maria Grazia Giuffrida, presidente dell'Istituto degli Innocenti, Stefania Saccardi, assessore al diritto alla salute e al welfare della Regione Toscana e Luciano Trovato, presidente del Tribunale per i Minorenni di Firenze.

Nei primi sei mesi di attività di Ser.I.O. (il progetto è stato avviato nel novembre 2017, ma le attività dello sportello sono iniziate nel marzo 2018) allo sportello informativo, aperto all’Istituto degli Innocenti per offrire informazioni ed orientamento (sull’iter di accesso alle informazioni sulle proprie origini, come disciplinato dall’art. 28 della L. 184/83, poi modificato dall'art.24 della L.149/01), si sono rivolte 75 persone e sono stati realizzati 22 colloqui, dai quali è emersa un'esigenza ben precisa: quella di un ascolto attivo dei bisogni delle persone adottate in uno spazio adatto a raccontare con tranquillità la propria storia.

I risultati del primo anno di progetto sono confluiti nella pubblicazione “La ricerca delle informazioni sulle origini nell’adozione: vissuti, sostegno professionale e prospettive di sviluppo”, un lavoro articolato e corale dove viene dato spazio non solo agli esiti della sperimentazione del servizio e dell’indagine conoscitiva, ma anche agli approfondimenti sviluppati attraverso la formazione. Il volume è stato presentato nel corso della conferenza stampa.

Nel 2019 Ser.I.O. troverà continuità nell’ambito delle attività del Centro regionale di documentazione per l’infanzia e l’adolescenza di cui alla L.R. 31/00.




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