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Colf e badanti, oltre un milione senza contratto

Secondo l’indagine dell’associazione Domina, il 60 per cento di lavoratori domestici non sono pagati regolarmente. L’esperto: “Servono maggiori defiscalizzazioni per le famiglie”. Boom di badanti: 10mila in più dal 2016 al 2017

23 gennaio 2019

FIRENZE – Oltre un milione di lavoratori domestici irregolari, cioè non contrattualizzati. E’ quanto emerge da una ricerca condotta da Domina, l’associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico e presentata oggi a Firenze. Dalla ricerca emerge che i lavoratori domestici regolari sono circa 860mila (il 40% del totale) mentre ammontano a circa 1,1 milioni quelli senza alcun tipo di contratto (il restante 60%). Analizzando i lavoratori regolari, le colf sono il 54,4% del totale, mentre le badanti sono il 45,6%. 

Secondo l’indagine, i maschi, pur restando l’11,7%, sono in costante aumento. Gli stranieri sono il 73%. Il costo totale per le famiglie ammonta a 6,9 miliardi. Il maggior numero di badanti si registra nelle regioni di Lombardia, Emilia Romagna e Toscana, mentre le colf sono più diffuse in Lazio e Lombardia. L’età media del lavoratore domestico è 47 anni, la durata del contratto supera le 50 settimane nel 45% dei casi, mentre è inferiore a 50 settimane nel 55% dei casi. La retribuzione media percepita annualmente è di 6.509 euro. Il datore di lavoro di questo tipo di lavoratori ha un’età media di 65 anni ed è uomo nel 52% dei casi. 

Per quanto riguarda il trend dei lavoratori domestici, diminuiscono le colf e aumentano le badanti, segno dell’invecchiamento progressivo della nostra popolazione. In particolare, dal 2016 al 2017 le colf sono diminuite di circa 20mila unità, mentre le badanti sono aumentate di circa 10mila unità. 
Secondo l’associazione Domina, vista la situazione diffusa di irregolarità, “serve una maggiore defiscalizzazione per le famiglie nell’assunzione di un lavoratore domestico, oggi le famiglie possono portare in deduzione soltanto alcuni costi”.

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