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Memoria, Vigevani Jarach ai giovani: “Prendete il coraggio e fate qualcosa”

La scrittrice italiana di famiglia ebrea, rifugiata in Argentina per scampare alle leggi razziali, ha incontrato i 550 studenti toscani che, attraverso il treno della memoria, sono arrivati ad Auschwitz

23 gennaio 2019

FIRENZE - Vera Vigevani Jarach, scrittrice italiana di famiglia ebrea, rifugiata in Argentina per scampare alle leggi razziali, ha incontrato i 550 studenti toscani che, attraverso il treno della memoria, sono arrivati ad Auschwitz per visitare i campi di sterminio. "Le tragedie si ripetono, purtroppo – ha detto - E allora quando si intravedono i primi segnali si deve prendere parte, che è l'essenza dell'esser partigiani, si deve resistere. E lo si può fare in modi diversi". "L'importante – ha aggiunto – è non aver paura: prendere il coraggio e fare qualcosa". 

"Non sono una ottimista assoluta – ha poi detto - ma un po' lo si può essere, perché le utopie a volte diventano realtà. Certo serve la volontà, in questo Gramsci aveva ragione. Serve la speranza, che non va mai persa, e serve la via e la maniera. Così si può diventare anche giusti, ovvero una persona che sulla propria pelle compie atti di solidarietà".

"Oggi tanti altri sono i genocidi nel mondo – ha concluso – C'è il genocidio di migranti inghiottiti nel silenzio dal mare. Assistiamo al femminicidio, altra tragedia spesso avvolta dal silenzio. E poi c'è la fame nel mondo, che miete tanti altri morti ed è una terribile ingiustizia su cui abbiamo responsabilità, perché frutto di quel colonialismo che c'è sempre stato, in tutte le epoche e che si sostanzia nell'imposizione di una lingua, di una religione magari, nel furto di terre e nello sfruttamento per impedire che un popolo cresca e si sviluppi normalmente. C'è sempre stato, ma questo non vuol dire che non dobbiamo fare qualcosa"

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