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Non vedente si laurea con 110. La mamma in aula con lei per tre anni

Giorgia Nannini, 23 anni, laureata in psicologia all’Università di Firenze. “Sogno di fare la psicologa perché mi piace ascoltare gli altri”. Il supporto fondamentale della madre: “Mi ha accompagnato sempre a lezione, senza di lei non ce l’avrei fatta”

24 gennaio 2019

Laureata non vedente

BORGO A BUGGIANO – Lei si chiama Giorgia Nannini, ha 23 anni, è cieca dalla nascita e si è appena laureata con 110 all’Università di psicologia di Firenze. Adesso è iscritta al corso di laurea specialistica in psicologia clinica e della salute e neuropsicologia. Sogna di fare la psicologa. 

“Voglio fare la psicologa perché mi affascina la mente umana, perché mi piace far stare bene gli altri, mi piace ascoltare gli altri, una dote che si è perduta, le persone sembrano concentrate soltanto su se stesse”. E forse gli altri, parlando con lei, possono apprezzare il valore della vita, anche a partire dalla serenità d’animo che Giorgia trasmette: “Sono cieca, ma nonostante la mia disabilità, sto bene, sono felice. Vorrei che anche gli altri lo fossero”. Un insegnamento per tutti. Lei è sempre stata così, aperta agli altri, sin da quando andava a scuola. “I miei compagni mi cercavano sempre per confidarsi”. 

Se Giorgia si è laureata a pieni voti, il merito non è soltanto della sua grande determinazione e del suo spirito di sacrificio, ma anche della sua famiglia. “I miei genitori mi hanno fatto vivere la disabilità come una normalità, non è mai stato un peso per me, mai una sofferenza. Non ho mai vissuto la disabilità in modo pietistico. Quando da piccola indossai gli occhiali sognando di guarire, mia madre mi disse che non sarei guarita, non ha mai voluto illudermi”.

Una laurea conquistata con forza di volontà e passione, grazie anche ai sacrifici della madre Laura, una donna di 49 anni che, per amore della figlia, ha scelto di lasciare il lavoro e dedicarsi interamente a lei. Per tre anni, Laura ha accompagnato Giorgia all’Università, da Borgo a Buggiano (paesino in provincia di Pistoia) fino a Firenze. Un’ora di viaggio per tre volte alla settimana. “Senza mia madre non ce l’avrei fatta, sarebbe stato impossibile cambiare autobus e treni e arrivare da sola all’Università”. 

La madre Laura, per tre volte a settimana, è entrata silenziosamente nelle aule della facoltà di psicologia ed è rimasta al fianco di Giorgia, ascoltando le lezioni dei professori. Anche lei ha cominciato ad appassionarsi alla psicologia. “Ci sedevamo a metà aula – racconta Giorgia – Io prendevo appunti sul computer con sintesi vocale, ho fatto amicizia con molte ragazze, abbiamo formato un bel gruppo”. Fondamentale per Giorgia, anche l’aiuto universitario per coprire le spese dei libri di testo. “I libri forniti dai professori sono stati trascritti dalla biblioteca dei ciechi di Monza e letti da Giorgia attraverso la sintesi vocale”. Un grande supporto le è arrivato anche dal professor Claudio Sica, con cui si è laureata e da Elisabetta Franchi, direttrice del centro Tiflo didattico di Firenze. “Senza tutte queste persone sarebbe stato impossibile laurearmi”. 

Giorgia ha già superato una ventina di esami. E adesso ne avrà più o meno altrettanti nella laurea specialistica. Continuerà ad andare all’Università accompagnata dalla madre. Si è laureata con una tesi sull’autismo e sul rapporto tra i bambini autistici e i loro fratelli. Ama leggere, adora Shakspeare. Le persone le chiedono come immagina il mondo, come immagina le persone, gli alberi, i fiumi, il mare, le città, i luoghi. “Cerco di immaginarmeli, e per immaginarmeli li devo toccare il più possibile, li devo sentire”. 

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