:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

“Vietato dire non ce la faccio”, a Firenze Nicole Orlando racconta la sua storia

Il centro diocesano pastorale familiare e il Movimento per la vita fiorentino organizza una serie di appuntamenti nell’ambito della 40esima giornata per la vita

28 gennaio 2019

FIRENZE - La prima domenica di febbraio si celebra la quarantunesima Giornata per la Vita e a Firenze torna, venerdì 1 e sabato 2 febbraio, il binomio di appuntamenti annualmente organizzati per l’occasione dal Centro diocesano di pastorale familiare e dal Movimento per la vita fiorentino.

La mattinata del venerdì, intitolata quest’anno «Scelgo la vita», è dedicata agli studenti delle scuole superiori della diocesi di Firenze, che al teatro Odeon avranno la possibilità di ascoltare quattro diverse testimonianze. «La svolta per scegliere di vivere» è il tema di cui parlerà Federico Tossani, che dopo essere uscito dal tunnel della droga, oggi lavora per la comunità di San Patrignano, che lo ha salvato dalla dipendenza. Nicole Orlando sarà la seconda testimone della mattinata, che sotto il cappello della tematica «Vietato dire “Non ce la faccio”», salirà sul palco con le sue cinque medaglie olimpiche: caso più unico che raro per una ragazza con la sindrome di Down. «La gioia di una scelta coraggiosa» è invece il titolo dato all’intervento di Mariella Paccagnella, che condividerà la propria esperienza di studentessa, diventata madre a 17 anni. La quarta testimonianza sarà quella della band pop-rock I Medison, che intervalleranno la mattinata con alcuni pezzi del proprio repertorio e il racconto delle esperienze che li hanno portati ad essere quelli che sono oggi.

Sabato 2 febbraio, invece, la serata aperta a tutta la cittadinanza organizzata in collaborazione con la parrocchia dei Santi Apostoli e l’associazione San Giovanni Paolo II di Prato. L’appuntamento è alle 19.30 alla chiesa di San Salvatore al Monte per una cena a buffet. A seguire, l’intervento di Cristina e Antonio, due amici di Chiara Corbella Petrillo che porteranno un’esperienza diretta sulla vita della giovane mamma per la quale è aperta la causa di beatificazione. Chiara ha preferito rimandare le cure di un tumore per poter portare avanti una gravidanza. ?

 

© Copyright Redattore Sociale

Stampa Stampa