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Palestina, la denuncia: l’esercito d’Israele usa erbicidi sui campi di Gaza

Tre ong accusano l'esercito di Tel Aviv di lanciare pericolosi erbicidi sulla Striscia di Gaza attraverso aerei presi in affitto: "Misura distruttiva". Per Israele le sostanze sono state spruzzate nei propri confini

29 gennaio 2019

I campi della Striscia di Gaza sono al centro di un nuovo conflitto con Israele. Secondo le denunce di tre organizzazioni per i diritti umani, Gisha, Adalah e Al Mezan, infatti, l’esercito di Tel Aviv ha spruzzato erbicidi su questi territori, mettendo a rischio in questo modo la salute degli abitanti e danneggiando il raccolto. La situazione è descritta in una lettera inviata il 7 gennaio scorso al primo ministro Benjamin Netanyhau, al procuratore generale AvichaiMandelblit e all’avvocato generale militare. "Sottolineiamo che la diffusione aerea costituisce una misura distruttiva che contravviene sia alla legge internazionale, sia a quella israeliana", si legge nel documento.

Probabile cancerogeno. La sostanza diffusa da aerei presi in affitto dall’esercito d’Israele è il glifosato, commercializzato col tanto discusso marchio Roundup dalla Monsanto (gruppo Bayer). Una sostanza al centro di tante polemiche, soprattutto dopo essere stata classificata come “probabile cancerogeno” dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc).

La ricostruzione dell’Haaretz. Il quotidiano Haaretz si era già occupato della faccenda a metà dell’anno scorso. AmiraHassaveva scritto un lungo articolo dopo aver ascoltato popolazione locale e Croce Rossa. Da parte sua, il ministero della Difesa israeliano aveva fatto sapere alla giornalista che l’erbicida era stato sparso in territorio israeliano, quindi senza violare la legge. Nel suo articolo, Hass ha fatto notare che glifosato, ossifluorfen e diurion - le sostanze al centro delle polemiche - possono essere trasportate dal vento dentro la Striscia di Gaza. E la Croce Rossa ha confermato danni al raccolto registrati fino a 2,2 km all’interno dei Territori Palestinesi, oltre alla contaminazione di pozzi a un km dalla barriera, verificata con analisi chimiche.

Una questione di sicurezza
. La questione degli erbicidi è antica. Già nel 2015, infatti, il giornale web israeliano aveva riportato l’accusa mossa da alcuni funzionari palestinesi, che accusavano Israele di avere provocato danni con quelle sostanze a più di 420 ettari di area coltivata. E le forze di difesa di Tal Aviv avevano allora dichiarato di aver usate le sostanze incriminata lungo il confine per permettere la realizzazione di operazioni di sicurezza.

Zone di non intervento
. A chi segue gli eventi della regione è noto che Israele ha stabilito “Access Restricted Areas”, ossia zone di non intervento, dentro la Striscia di Gaza, disegnate intorno al confine per “sicurezza nazionale”. Questa zona va da 300 a 100 metri dalla barriera, a seconda che ci si riferisca a residenti in generale o ad agricoltori, ma Israele non ha spiegato come faccia a distinguere tra le due categorie.

L’articolo integrale di Irene Masala, Palestina: l’esercito d’Israele usa erbicidi pericolosi sui campi di Gaza, può essere letto su Osservatorio Diritti.

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