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Un tirocinio da Eataly per Giovanni, protagonista di "Sognando Gianni Morandi"

Brischetta ha 29 anni e la sindrome di Down. Da qualche anno, sperimenta l'autonomia in un appartamento gestito dall'Associazione d'Idee. Dal 28 gennaio è in tirocinio da Eataly. “Mi trovo a mio agio, la mia passione è stare dietro al bancone”. Tra 6 mesi potrebbero assumerlo

29 gennaio 2019

BOLOGNA – Nel 2017 è stato protagonista di “Sognando Gianni Morandi”, il docu-film che racconta il percorso di crescita di 13 ragazzi con sindrome di Down a partire da un sogno: cantare insieme al loro idolo Gianni Morandi. Oggi potete incontrarlo alla caffetteria di Ambasciatori, nel centro di Bologna, dove convivono Librerie Coop e Eataly. Lui è Giovanni Brischetta, 29enne bolognese, che, dal 28 gennaio, ha iniziato un tirocinio formativo da Eataly. “Mi trovo a mio agio, i colleghi sono simpatici e giovani come me”, racconta Giovanni raggiunto al telefono. Tutti i giorni, dalle 9 alle 13, per i prossimi 6 mesi, -si occuperà di sistemare i tavoli, pulire i piani di lavoro, lavare i bicchieri. E alla fine del tirocinio potrebbe arrivare un'assunzione. “Mi piace molto questo lavoro perché sono in mezzo alla gente e poi – ammette – la mia passione è stare dietro al bancone”.

All'epoca del film, Giovanni raccontava di volere quello che desiderano tutti i suoi coetanei: “Andare a vivere con la mia ragazza, Elena, avere un lavoro vero e un vero stipendio, stare con gli amici, cucinare da solo. Diventare adulto, insomma”. Da allora, Rosanna De Sanctis e Giacomo Busi, responsabile degli educatori della Casa d'iDee, hanno lavorato per trovare luoghi possibili di lavoro per Giovanni che, prima, faceva un tirocinio al Centro San Domenico dove svolgeva soprattutto lavori di segreteria. “La nostra ricerca si era, pertanto, orientata su quel tipo di mansioni – racconta De Sanctis - ma, in due anni, non abbiamo trovato nulla, ci sono stati solo un paio di colloqui che non sono andati a buon fine”.

L'idea di cercare qualcosa di diversa è nata dall'esperienza della Casa d'iDee in via Saragozza, l'appartamento in cui Giovanni e gli altri ragazzi sperimentano l'autonomia, potenziano le loro capacità e ne acquisiscono di nuove. “Oggi Giovanni non fa più i weekend ma abita per due settimane nella Casa e per il resto del mese torna in famiglia – continua De Sanctis – Osservandolo, ci siamo resi conto che è molto attivo, soprattutto in cucina, e che ha aumentato molto le sue competenze, diventando molto autonomo. Così, insieme a Giacomo, abbiamo pensato a Eataly”. A Giovanni l'idea di lavorare alla caffetteria di Ambasciatori è piaciuta, “ha bisogno della dimensione sociale, del contatto con le persone e poi Eataly è in centro, l'orario di lavoro è buono e ci può andare da solo – conclude De Sanctis – Noi siamo molto contenti”. (lp)

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