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Decreto sicurezza, la Toscana ha notificato il ricorso alla Consulta

Il governatore Rossi: “Il decreto Salvini sui migranti ostacola il soddisfacimento di un nucleo di diritti fondamentali e universali che appartengono alla persona e già ribaditi da più sentenze”

01 febbraio 2019

FIRENZE – La Toscana ha notificato ieri, 31 gennaio, il ricorso contro la legge Salvini: un ricorso alla Consulta contro il decreto del governo – poi convertito in legge – che ha cancellato il permesso di soggiorno per motivi umanitari e l'impossibilità di rinnovo per chi già ce l'aveva, ma che ha anche vietato l'iscrizione all'anagrafe dei richiedenti asilo – con l'impossibilità ad esempio di essere vaccinati – oltre ad aver esteso il Daspo urbano agli ospedali e presidi umanitari, per cui chi non si trovasse in condizioni di grave ed acuta patologia, come ad esempio un infarto, ne dovrebbe essere allontanato senza poter usufruire di alcuna prestazione medica.

"E' evidente – sottolinea il presidente della Toscana, Enrico Rossi – come in questo modo si ostacoli il soddisfacimento di un nucleo di diritti fondamentali e universali che appartengono alla persona e già ribaditi da più sentenze". "Si ledono e si incide anche – aggiunge l'assessore alla presidenza, Vittorio Bugli – sulle competenze regionali e dei Comuni, limitando la possibilità di continuare ad erogare ad esempio servizi, che da questi enti dipendono, in materia sociale e sanitaria, di istruzione e formazione professionale in tutti questi anni erogati. Per questo ricorriamo". "Oltre al fatto – riprende il presidente – che c'è anche un problema di sicurezza, perché la cancellazione dei permessi umanitari sostituiti con ipotesi limitate di permessi di soggiorno speciali, l'impossibilità dei rinnovi per chi già ce l'aveva non oltre un ulteriore anno, creerà dei fantasmi nella nostre città, visto che non si potranno certo espellere tutti poiché l'Italia non ha accordi di rimpatrio con i paesi di provenienza". Un corto circuito insomma, che creerà più irregolari e maggiore insicurezza, nel più perfetto dei casi di eterogenesi dei fini.

La Toscana – assieme ad altre Regioni come il Piemonte, l'Umbria e l'Emilia Romagna - aveva per prima annunciato il ricorso alla Consulta contro il provvedimento del governo all'inizio di gennaio; la giunta aveva autorizzato il presidente a presentarlo e gli uffici a scriverlo il 7 gennaio. Già notificato, il testo è ora in via di trasmissione. "Occorre integrare e garantire più diritti, altrimenti si creano tensioni – rivendica Rossi - Facciamo una battaglia su un fondamento di civiltà e la facciamo a testa alta". Ma la Regione Toscana ricorrerà anche a nome e per conto di oltre sessanta amministrazioni comunali, quei Comuni cioè che espressamente lo hanno richiesto. Nella delibera che ha autorizzato uffici e presidente a procedere erano già messe tutte in fila motivazioni del ricorso, contraddizioni del dispositivo del governo e presunte violazioni. Tutte confermate.

 

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