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Venezuela, dalla Toscana 300 chili di farmaci per aiutare la popolazione

Sempre più forte la solidarietà della comunità venezuelana in Toscana. La portavoce Romero: “La popolazione sta soffrendo ed è incredibile la posizione dell’Italia che non ha espresso appoggio a Guaido”

07 febbraio 2019

Venezuela, manifestazione firenze

FIRENZE - Oltre 300 chili di farmaci, 2.500 euro per garantire 9mila pasti, 2mila euro per comprare farmaci mercaptopurina e salvare la vita a 10 bambini malati di leucemia. Dalla Toscana al Venezuela per aiutare il popolo americano ridotto alla miseria. E’ sempre più forte la solidarietà della comunità venezuelana in Toscana, che conta oltre 300 persone, di cui la metà sul territorio fiorentino. Negli ultimi mesi, gli sforzi si sono moltiplicati per fronteggiare una situazione sempre più drammatica, dove regna l’incertezza e dove la popolazione paga a caro prezzo anni di malgoverno: in 5 anni il Pil è precipitato da 480 miliardi di dollari a 93, l’iper inflazione è arrivata a un milione per cento, il salario minimo mensile basta a malapena per comprare un hamburger. 


I venezuelani della Toscana hanno formato l’associazione culturale “Venezuela in Toscana” e, tramite una rete di volontari nel Paese latino americano, fanno arrivare a Caracas tantissimi preziosi aiuti umanitari che poi vengono irradiati in tutta la nazione. Un supporto importante è arrivato anche dal Centro missionario medicinali di Firenze, che ha collaborato alla raccolta dei farmaci. 

“Nel nostro Paese la situazione sta precipitando giorno dopo giorno – ha raccontato Claudia Romero, portavoce della comunità venezuelana in Toscana – La popolazione sta soffrendo ed è incredibile la posizione dell’Italia che non ha espresso appoggio a Guaido, è inverosimile l’atteggiamento del Governo italiano perché non appoggiare Guaido significa spalleggiare un tiranno, significa spalleggiare la dittatura, la fame, la miseria, la violazione dei diritti umani”. 

Ecco perché, accanto alla raccolta dei farmaci e dei fondi, la comunità fiorentina e quella toscana sono mobilitate per promuovere momenti di incontro e sensibilizzazione su quanto sta accadendo nel Paese latino americano. “Stiamo promuovendo convegni, incontri tematici, banchini di raccolta fondi per smuovere le coscienze collettive. La storia del Venezuela è anche una storia italiana perché il 7 per cento della popolazione è di origine italiana e sono 180mila le persone con un passaporto italiano”. 

 

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