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Prato, nelle case del popolo pasti gratuiti per chi è in difficoltà

Si chiama "C’è pasto per te" il progetto che nei circoli Arci aiuta le persone in carico ai servizi sociali. Gli utenti potranno essere coinvolti in attività di volontariato. Saccardi: "Modo per proporre l’idea di una comunità che non si isola"

11 febbraio 2019

FIRENZE – Le case del popolo diventano mense per le persone bisognose. Succede a Prato col progetto ‘C’è pasto per te’, grazie al quale da febbraio a luglio 2019 in tre quartieri periferici della città di Prato - Grignano, Borgonuovo e Maliseti – potranno  mangiare gratuitamente ai circoli Arci le persone in carico ai servizi sociali. Il progetto è promosso da Arci e Arci Solidarietà, in collaborazione con SlowFood e Insieme per la famiglia Onlus, e con il sostegno del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, della Regione Toscana e del Comune di Prato. Le case del popolo coinvolte metteranno a disposizione per il pranzo una ventina di coperti gratuiti. Si tratta del Circolo di Borgonuovo (via L. da Prato, 17) nei giorni di mercoledì e giovedì, il Circolo “Q. Martini” di Maliseti (via Montalese 338), nei giorni di venerdì, sabato e domenica, il Circolo “B. Cherubini” di Grignano (via O. Bambini 16). 

Gli organizzatori del progetto puntano ad attivare un percorso di “economia circolare” per il recupero di eccedenze alimentari sia da realtà già strutturate come l’Emporio della Solidarietà, sia dalla grande distribuzione sia dai piccoli esercizi di prossimità, coinvolgendo così le comunità di quartiere nel supporto alle persone che vivono condizioni di povertà, solitudine e marginalità. Inoltre, l’idea è quella di coinvolgere gli utenti in attività di volontariato future, affinchè si trasformano da fruitori del servizio a parte attiva dei progetti sociali.  

“L’esperienza di economia circolare che volete sperimentare col recupero delle eccedenze alimentari ed il loro utilizzo a favore dei cittadini che fanno più fatica – ha detto l’assessore regionale al sociale Stefania Saccardi - è un modo per proporre l’idea di una comunità che non si isola, che non si protegge da chi è diverso o forestiero. Anzi, prova a ridistribuire equità, giustizia, civiltà, opportunità”. E poi: “Quello che stiamo vivendo è un periodo di grandi trasformazioni che mette in discussione gli stessi presupposti della vita sociale su cui si basa il nostro Paese. Presupposti da sempre alimentati dall’operosità delle comunità locali e dalla concreta solidarietà e senso civico espressi dalle migliaia di associazioni e di volontari che operano in Toscana. Anche per questo Regione Toscana ha deciso di mettere a disposizione dei soggetti del Terzo settore una parte del proprio bilancio sociale che, insieme ad uno specifico fondo ministeriale, è stato utilizzato per finanziare progetti come il vostro. E’ una precisa scelta politica che intende anche accompagnare la recente riforma del Terzo settore che ci impone di partecipare, istituzioni e soggetti delle economie solidali, a percorsi di programmazione e progettazione condivisi, per individuare nuovi punti di approdo dell’intero sistema di welfare toscano”. 

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