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Camerun, minoranza anglofona in fuga verso la Nigeria

Migliaia di persone scappano dalle violenze, la maggior parte verso lo Stato di Cross River. La discriminazione contro gli anglofoni ha radici lontane, ma oggi gli scontri hanno raggiunto livelli di guardia. A raccontare la “straordinaria ospitalità” dei nigeriani è Medici Senza Frontiere

13 febbraio 2019

Migliaia di persone scappano dalle violenze in corso in Camerun verso la vicina Nigeria. La maggior parte di loro si dirige verso lo Stato di Cross River, dove gli abitanti stanno ospitando molta gente nelle comunità locali. A dare risalto alla notizia e alla “straordinaria ospitalità” dei nigeriani è la ong Medici Senza Frontiere (Msf), che lavora sul campo per fornire la necessaria assistenza sia ai rifugiati sia alle comunità che li ospitano.

Come fratelli e sorelle. “La gente ha iniziato ad attraversare il confine, ma non aveva nulla, non aveva un posto dove stare”, racconta a Msf Augustine Eka, abitante del villaggio di Amara che ha accolto diversi rifugiati. “Così abbiamo deciso di accoglierli, di lasciarli vivere nelle nostre case come fratelli e sorelle. Tutte le comunità qui nello stato di Cross River sono ospitali e gentili con i rifugiati provenienti dal Camerun. Lo scorso anno, abbiamo ospitato più di 100 profughi nella mia comunità: uomini, donne e bambini”. Inizialmente, infatti, i profughi camerunensi dipendevano principalmente dal sostegno degli abitanti locali, molti dei quali dovevano già affrontare condizioni difficili.

L’esplosione delle violenze. La situazione in Camerun è precipitata nell’ottobre 2017, con la dichiarazione d’indipendenza da parte della minoranza anglofona nel Paese a maggioranza francofona. Da allora, i rifugiati camerunensi in Nigeria hanno raggiunto un totale stimato tra le 30 mila (dati Unhcr di settembre 2018) e le 50 mila persone (secondo un reportage di Al Jazeera, che cita fonti locali).

Discriminati da quasi 50 anni. La minoranza anglofona in Camerun denuncia discriminazioni a partire dal 1972, ossia da quando un referendum aveva portato all’unità del Paese. Una tensione latente, che a fine 2016 era emersa attraverso legali e professori che contestavano l’uso del francese in tribunali e scuole anche nelle aree dove la maggior parte delle persone parla inglese. Proteste che, alla fine, le autorità centrali hanno deciso di interrompere con l’uso della forza.

Il problema interno. Chi è fuggito dalla propria abitazione, in molti casi non ha lasciato anche il Paese. Attualmente, infatti, in Camerun si contano circa 437 mila sfollati interni, che vivono soprattutto nella boscaglia nella zona settentrionale e a sud occidentale del Camerun.

L’articolo integrale di Irene Masala, Camerun: la minoranza anglofona scappa in Nigeria, può essere letto su Osservatorio Diritti.

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