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E' morto don Sardelli, prete e maestro delle baracche degli acquedotti romani

Nato in Ciociaria 83 anni fa, dal 1969 al 1973 visse in una baracca nel Parco degli Acquedotti, per essere vicino alle famiglie povere a cui dedicava il suo lavoro e il suo apostolato. Convinto che solo l'alfabetizzazione e la conoscenza potessero portare riscatto sociale e giustizia, aveva fondato la “Scuola 725”

20 febbraio 2019

ROMA - “Ci ha lasciato don Roberto Sardelli. Sacerdote, maestro e scrittore vicino ai più umili, si è battuto per il riscatto esistenziale e morale dei baraccati dell’Acquedotto Felice al Tuscolano, dopo essersi avvicinato alla pedagogia di Don Lorenzo Milani con la Scuola 725”: così la Caritas di Roma, ricordando il sacerdote che aveva prestato servizio per anni nelle parrocchie della periferia romana. Sardelli aveva portato non solo il Vangelo, ma prima ancora i libri e i quaderni di scuola tra i bambini che vivevano allora nelle baracche dell'Acquedotto Felice al Tuscolano: ispirandosi principalmente (ma non soltanto) all'insegnamento di don Lorenzo Milani, era convinto che solo attraverso la padronanza della parola e della conoscenza l'emarginazione dei più poveri potesse essere combattuta e sconfitta. 

Roma Parco Acquedotti anni '60

Nato 83 anni fa a Pontecorvo (Fr), Roberto Sardelli divenne sacerdote a 30 anni. Fu in quegli anni di studi e preparazione sacerdotale che entrò in contatto con don Lorenzo Milani. Dopo aver vissuto alcuni anni in Francia, a Roma riceve l'incarico di collaboratore nella parrocchia di San Policarpo, ai bordi del Parco degli Acquedotti: qui, tanti archi si erano in quegli anni trasformati in piccole baracche, che ospitavano famiglie indigenti, sopratutto di emigranti arrivati dal meridione. Divenne questa la “chiesa” di don Sardelli, che si assunse il compito principale di portare la scuola, la conoscenza, la consapevolezza e la speranza tra quelle famiglie. Divenne uno di loro, tanto che nel 1969 acquistò una baracca da una prostituta e si trasferì a vivere lì, fondando la “Scuola 725”, che per i ragazzi dell'Acquedotto fu ben più che una scuola: fu luogo di ritrovo, di confronto, di elaborazione e condivisione di idee, di riscatto sociale. La baraccopoli fu poi sgomberata nel 1973, ma l'impegno sociale di don Sardelli non subì alcuna battuta d'arresto, schierandosi sempre dalla parte di chi veniva emarginato: dai rom ai malati di Aids, con un occhio sempre puntato sulle povertà vecchie e nuove.

Qui il documentario "Non tacere", realizzato nel 2007 da Fabio Grimaldi e prodotto da Blue Film. 

© Copyright Redattore Sociale

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