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Chiesa e abusi, Don Albanesi: “Il problema sta nel potere dell’educatore”

Il presidente della Comunità di Capodarco ha rivelato a Tv2000 di aver subito abusi negli anni del seminario. “Il potere dell’educatore, soprattutto se sacerdote, è doppio: va ridotto”

21 febbraio 2019

CAPODARCO DI FERMO - “Ho avuto pietà per loro, non per me! Ero una vittima, non  avevo nulla di cui vergognarmi. Ero piccolo e indifeso, gli orchi erano loro! E nei loro confronti è subito sorta una disistima totale. Quella disistima e quel distacco che mi hanno permesso di giudicare freddamente quanto accaduto e di superare quei momenti”. Così don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco, torna sulla notizia degli abusi subiti negli anni del seminario. La notizia ha fatto il giro d’Italia, dopo l’intervista rilasciata da don Albanesi a Tv2000, durante lo speciale “Diario di Papa Francesco”. La rivelazione è arrivata nel giorno in cui il Papa parla al summit in Vaticano sulla protezione dei minori per contrastare la piaga degli abusi sessuali dei preti sui minori.

“Non ho scelto appositamente di aspettare la giornata odierna per rivelare questi dettagli della mia vita. Mi hanno invitato e a precisa domanda ho risposto“, afferma don Vinicio Albanesi.

Poi torna al clima di quegli anni: “Cosa si pensa che possa dire un ragazzino (don Vinicio è entrato in seminario prestissimo, ad appena 11 anni, ndr) in un clima in cui l’educatore era una sorta di ‘padrone’ del ragazzo? Un ragazzo che non aveva diritti: c’era un vero clima di dominio”.

Il problema era, ed è, allora quello del potere. “Il potere dell’educatore, soprattutto se sacerdote, è doppio: è un adulto ed è in posizione sacrale. E può accadere che approfitti di questa situazione. Il sacerdozio va ridotto in termini di potere”.

Tornando alla sua vicenda personale, il presidente della Comunità di Capodarco afferma: “Pur piccolo, ho capito e non mi sono lasciato intimorire da loro, che con modi gentili e subdoli in realtà si comportavano da orchi. Ero vittima, non colpevole! Non avevo nulla da rimproverarmi. Posso capire però che altre persone a cui è capitato questo, magari più fragili, abbiano questo shock che si portano ancora dentro. Quegli educatori, pedofili, erano persone viscide. E tali sono rimaste. Ho provato pietà per loro… Oggi sono morti, ci ha pensato il Padreterno a giudicarli”.

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