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In Italia 7,3 milioni di casalinghe. "Mestiere difficile e non retribuito"

I dati dello studio "Faccende pericolose" di Anmil. Ogni anno si verificano oltre 3 milioni di incidenti domestici. Le categorie più a rischio sono donne, anziani e bambini. Bettoni: “Se le mamme dovessero battere cassa per tutti i lavori che svolgono in casa, dovrebbero percepire uno stipendio doppio rispetto alla media dei lavoratori”

05 marzo 2019

ROMA - Ogni anno in Italia si verificano oltre 3 milioni di incidenti domestici che coinvolgono circa 3,5 milioni di persone. Le categorie più a rischio sono le donne, gli anziani e i bambini, soprattutto i piccoli inferiori ai 5 anni. Sono questi i primi dati dello studio dell’Anmil “Faccende pericolose”, presentato questa mattina a Roma. Lo studio è frutto dell’elaborazione dell’Anmil su dati Istat, Inail e Istituto superiore di sanità.

Le casalinghe in Italia. Secondo la più recente rilevazione Istat (2017) sono 7 milioni 338 mila le donne che si dichiarano casalinghe nel nostro Paese; il loro numero è in costante calo e conta 518 mila unità in meno rispetto a 10 anni fa. È una collettività composta prevalentemente da persone di età media superiore a 60 anni - si legge -. Le casalinghe di 65 anni e più superano i 3 milioni e rappresentano il 41% del totale, quelle fino a 34 anni sono appena l’8,5%.
In generale, la condizione economica delle casalinghe non è molto buona. Il numero medio di ore di lavoro non retribuito svolto ogni anno da una casalinga è stimato pari a 2.539: una media di 49 ore a settimana, 7 al giorno compresi festivi e ferie. Se tutti i lavori che svolgono all'interno della famiglia per la cura della casa e dei figli venissero retribuiti, le casalinghe dovrebbero percepire uno stipendio di 3.045 euro netti al mese, il doppio rispetto alla media dei lavoratori italiani.

Bettoni: “Il mestiere più difficile del mondo. E non retribuito”. “E’ il mestiere più difficile del mondo è anche il meno retribuito, anzi non viene affatto retribuito – afferma il presidente dell’Anmil, Franco Bettoni -: se le mamme dovessero battere cassa per tutti i lavori che svolgono all'interno delle mura domestiche dovrebbero percepire uno stipendio doppio rispetto alla media dei lavoratori italiani. Ma, come dicevamo, oltre ad essere il più difficile, quello della casalinga è un lavoro molto pericoloso con tassi di incidenza infortunistica media superiori a quelli delle lavoratrici ‘normali’”.
“Questa è anche l’occasione per rimarcare come la recentissima Legge di bilancio 2019 abbia apportato importanti modifiche migliorative alla legge del 1999 che ha istituito l’’Assicurazione contro gli infortuni in ambito domestico’, più comunemente detta ‘assicurazione delle casalinghe’, attraverso un significativo ampliamento della tutela assicurativa. È un risultato importantissimo – conclude Bettoni -, del quale vogliamo ringraziare pubblicamente l’Inail che si è mostrata sensibile nei confronti di una collettività che negli ultimi anni stava manifestando una crescente insoddisfazione e disaffezione nei confronti del sistema di tutela, e che contribuirà sicuramente a riavvicinare le casalinghe alla ‘loro assicurazione’”.

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