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Il volontariato nei grandi eventi, quando l'impegno è occasionale

L'approfondimento settimanale del Giornale Radio Sociale analizza il tema. La molla principale è la voglia di relazioni insieme ad aspetti culturali e personali come aumentare le proprie conoscenze, valori e competenze.

09 marzo 2019

ROMA - Si moltiplicano in Italia e all’estero, le occasioni di fare volontariato in festival, raduni, spettacoli, che diventano occasioni per ingaggiare nuove risorse in attività coinvolgenti, dove tutti sono protagonisti davanti o dietro le quinte. E' dedicato al volontariato occasionale nei grandi eventi il Grs Week, l'approfondimento settimanale del Giornale radio sociale. La radio del Forum del Terzo settore 
fa la fotografia di questo fenomeno: la molla principale è la voglia di relazioni insieme ad aspetti culturali e personali come aumentare le proprie conoscenze, valori e competenze. Una delle indagini più dettagliate sul fenomeno è stata condotta da CSVnet e Ciessevi Milano sul “Programma Volontari per Expo Milano 2015” che vide la partecipazione di ben 5mila volontari. La ricerca ha permesso anche di tracciare un loro identikit: per la maggior parte donne, giovani, con un livello medio –alto d’istruzione. Persone in gran parte molto soddisfatte dell’esperienza tanto che il 98% degli intervistati consiglierebbe l’esperienza ad amici e parenti e vorrebbe tornare a fare volontariato in futuro. Un impegno quindi che non esclude quello tradizionale nelle organizzazioni; anzi può costituire il trampolino di lancio verso un’esperienza più lunga e strutturata.

Secondo Maurizio Ambrosini, docente di Sociologia all’Università degli Studi di Milano
Il volontariato episodico ha una capacità attrattiva perché incontra caratteristiche culturali del mondo di oggi è una forma di impegno breve, concentrata che non richiede l’adesione formale a un’associazione. E’ una forma di volontariato “disintermediato”. Sono, inoltre, sempre più frequenti nuove ricerche di volontari per festival o grandi manifestazioni. Tra le proposte anche quella della Fondazione Matera-Basilicata 2019 che ha già coinvolto più di 300 volontari per gli eventi organizzati nella città dei Sassi diventata Capitale europea della cultura. Per Carla di Grazia, che si occupa del coordinamento dei volontari all’interno della fondazione: "i volontari hanno rappresentato una risorsa fondamentale fin dalla candidatura della città a Capitale europea della cultura; la squadra è cresciuta tantissimo tanto che è stata determinante per la cerimonia d’apertura in cui sono stati coinvolti 300 volontari. Un gruppo eterogeneo sia per età (sono coinvolte persone dai 14 fino ai 70 anni) che per interessi; i volontari sono coinvolti in diversi tipi di attività noi cerchiamo di mettere in risalto le loro capacità, esperienze e interessi. Spesso sono anche loro a proporre nuove idee e progetti, soprattutto per coinvolgere la comunità negli eventi". 

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