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Omicidio di Marielle Franco, la sorella: "Mi ha preparata a prendere il suo posto"

A un anno dalla morte sono stati arrestati due sospetti esecutori dell'omicidio dell'attivista brasiliana Marielle Franco. Ma per Amnesty Brasil questo non basta. Mentre la sorella ricorda la sua storia con Osservatorio Diritti

14 marzo 2019

Due ex agenti della polizia militare brasiliana sono stati arrestati il 12 marzo con l’accusa di essere gli esecutori materiali dell’omicidio di Marielle Franco, l’attivista per i diritti umani e consigliera comunale di Rio de Janeiro uccisa proprio un anno fa. Secondo l’accusa, Ronnie Lessa sarebbe la persona che ha esploso i colpi, mentre Elcio Vieira de Queiroz sarebbe stato al volante della macchina da cui sono partiti i colpi. Una notizia positiva, ma per la sorella, Anielle Franco, non è abbastanza. "Ogni passo avanti è molto importante, ma come famiglia ci domandiamo chi e perché ha ordinato di ammazzare mia sorella", ha dichiarato subito dopo l’esecuzione dei due arresti a Radio Cbn.

Il ricordo. In un’intervista rilasciata a Osservatorio Diritti prima degli ultimi fatti giudiziari, Anielle commentava così l’uccisione di Marielle: "Non avrei mai immaginato che sarebbe successo. Siamo cresciute in mezzo alla povertà, dove le donne, normalmente, non godono del minimo rispetto. Un giorno, avevamo più o meno dieci anni, abbiamo notato un uomo che stava picchiando sua moglie. Non ci abbiamo pensato due volte e gli siamo saltate addosso per fermarlo. Ora che mi soffermo a riflettere, è stata lei che mi ha preparata ad essere dove sono, a prendere il suo posto".

Chi era Marielle e l’omicidio. Marielle Franco è ormai un riferimento per tanti difensori dei diritti. La sua battaglia raccoglie quella di tante attiviste: donna, nera, lesbica e cresciuta in una favela di Rio de Janeiro, nel 2016 era stata eletta nel consiglio comunale della megalopoli brasiliana tra le fila del Psol (Partito Socialismo e Libertà). Era un personaggio in vista, che denunciava spesso le violazioni di diritti da parte delle forze dell’ordine, e per questo dava fastidio a molti. Fino alla sera del 14 marzo 2018, quando è stata uccisa a 38 anni di età nel centro di Rio con quattro proiettili insieme al suo autista, Anderson Pedro Gomes.

Le afrodiscendenti in Brasile. La sorella di Marielle collega l’omicidio alla situazione delle donne afrodiscendenti nel Paese. "Le donne nere, in Brasile, non hanno molta possibilità di esprimersi. È quasi impossibile che raggiungano posizioni di potere, è raro che riescano a ottenere un impiego. Lei era riuscita a rompere tutti questi tabù. Chi ha ucciso Marielle ha voluto lanciare un messaggio molto chiaro: “Avete finito di parlare”", dice a Osservatorio Diritti.

Un segno di speranza. Da una parte, Anielle non si spiega l’ascesa del presidente Bolsonaro al potere. Dall’altra, però, ricorda che forse la morte della sorella ha spinto la società brasiliana a fare passi in avanti. "Durante le consultazioni del 2018, quelle che hanno sancito la vittoria di Bolsonaro, sono state elette anche quattro donne di colore, che lavoravano fianco a fianco con Marielle, tutte del Psol".

L’articolo integrale di Laura Filios, "Marielle Franco, parla la sorella: «Mi ha preparata a prendere il suo posto»"  può essere letto su Osservatorio Diritti.

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