Boom permessi umanitari a febbraio? Solo un errore, restano al 2%

Il Viminale diffonde una tabella sbagliata sugli esiti delle richieste d'asilo, con i dati di febbraio 2018, creando il caso mediatico. La protezione umanitaria risulta passare in un solo mese dal 2 al 28 per cento. Un vero e proprio boom, ma i dati reali diffusi oggi, parlano di numeri stabili al 2 per cento. Il vero boom è dei dinieghi

14 marzo 2019

ROMA - Un 8 in più nella stime diffuse dal ministero dell’Interno ha fatto salire, per un giorno, il numero delle richieste per protezione umanitaria, dal 2 al 28 per cento. Un vero e  proprio boom rispetto al mese precedente, quando le percentuali erano bassissime, intorno al 2/ 3 per cento. Gli esperti di immigrazione, sorpresi dell’improvviso incremento della protezione, abolita col decreto Salvini, hanno subito ipotizzato che le Commissioni avessero iniziato a disobbedire ai dettami del Viminale, oppure che avessero aspettato la sentenza sulla non retroattività del decreto (resa nota il 19 febbraio scorso) per tornare a concedere questo tipo di protezione.

 Ma, nei fatti, solo di errore si è trattato. Il ministero ha aggiornato le statistiche con una tabella di febbraio 2018 (in cui l’umanitaria risultava al 28 per cento) anziché di febbraio 2019. Insomma, hanno riportato la situazione di un anno fa. Una svista, forse, niente di più, che è subito diventata un caso. Tra i primi a rilevare l’errore e a diffondere un’errata corrige, Matteo Villa di Ispi online, ma ormai la notizia era già su tutti i principali media.

Fonte: Ministero dell'Interno
Grafico Viminale

Tornando ai dati, quelli reali, si registrano  invece percentuali bassissime anche a febbraio: su un totale di 6.274 richieste 630 (10 %) hanno ottenuto l’asilo, 356 (6%) la protezione sussidiaria e 112 (2%) la protezione umanitaria. I dinieghi sono stati l’82 per cento del totale. Dati perfettamente in linea con il mese di gennaio quando a fronte di 7.469 richieste,  l’asilo era al 9% (670), la sussidiaria al 6%, l’umanitaria al 2% e i dinieghi all’83%. (Eleonora Camilli)

 

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