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Siria, Caritas: ai danni dei combattimenti si aggiungono povertà e traumi

Un dossier di Caritas Italiana a otto anni dall’inizio della guerra. La parabola dell’impoverimento che si registra in ogni società ad ogni latitudine, in un Paese come la Siria, con l’83% della popolazione in condizione di povertà, quasi 6 milioni di rifugiati e più di 6 milioni di sfollati interni, genera delle conseguenze devastanti nel lungo termine”

15 marzo 2019

ROMA - “Beati i costruttori di Pace. Il coraggio del dialogo per una riconciliazione che parta dalle vittime”. Questo il titolo del dossier con dati e testimonianze realizzato da Caritas Italiana a otto anni dall’inizio del conflitto in Siria. “Per comprendere la tragedia che si sta vivendo nella nazione siriana, non basta fare la conta delle ferite più evidenti - morti, feriti, economia al collasso, ...- ma bisogna esplorare tutti quei danni causati non tanto dai combattimenti diretti ma dalla povertà, dai traumi psicologici, dallo sconvolgimento sociale che questi otto anni di guerra hanno creato”, afferma Caritas Italiana. Che continua: “Nonostante la Siria sia tuttora la peggiore crisi umanitaria dopo la seconda guerra mondiale, da tempo è uscita dall’attenzione dell’opinione pubblica mondiale ed è drammatico ravvisare come non si veda più nessuna iniziativa a favore della pace e, tantomeno, della riconciliazione tra le parti. La parabola dell’impoverimento che si registra in ogni società ad ogni latitudine, anche in Europa o negli Stati Uniti, in un Paese come la Siria, con l’83% della popolazione in condizione di povertà, quasi 6 milioni di rifugiati e più di 6 milioni di sfollati interni, genera delle conseguenze devastanti nel lungo termine”.

I dati della tragedia. Ad oggi, secondo Caritas, in Siria una scuola su tre risulta inagibile o gravemente danneggiata, perché colpita deliberatamente. Nelle poche rimaste attive, nonostante i doppi turni ci sono classi da oltre 150 bambini. Secondo una recente indagine del Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale, nei Paesi più toccati dalla crisi siriana e irachena (Siria, Iraq, Libano, Giordania, Turchia, Egitto, Cipro) l’intera rete ecclesiale nel biennio 2017-2018 è riuscita a mettere a disposizione circa 516 milioni di dollari, portando aiuto a 3,9 milioni di persone nel solo 2018, attraverso una distribuzione su vasta scala di viveri, il sostegno sanitario, la fornitura di alloggi, il supporto all’istruzione, il ripristino di attività produttive, ecc…
“La Chiesa siriana è inoltre impegnata nel mantenere vive le attività pastorali e spirituali, di cui il bisogno è sempre maggiore, proprio a causa delle difficoltà enormi che vivono le comunità, in particolare quella cristiana”.

Nello specifico Caritas Italiana, dal 2011 ad oggi, ha avviato 63 progetti con un investimento complessivo di oltre 6 milioni di euro, provenienti da donazioni e dall’otto per mille alla Chiesa Cattolica. Tali fondi sono stati destinati ad aiuti di urgenza, all’istruzione, alla costruzione di percorsi di pace e riconciliazione, ad interventi sanitari, alla riabilitazione socio-economica, all’accompagnamento e alla formazione delle organizzazioni locali. Nel 2019, oltre a interventi a carattere umanitario in tutti i Paesi coinvolti, l’impegno di Caritas in Siria si focalizza anche su un progetto nazionale che vede protagonisti i giovani siriani, proprio con l’obiettivo di offrire loro opportunità di riconciliazione, attraverso corsi di formazione professionale.

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