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Inventing for life: la ricerca medico tecnologica per la salute

Convegno Msd a Roma con una riflessione su come migliorare i servizi sanitari nazionali. Ellen Eugenia Johnson Sirleaf, ex presidente della Liberia e premio Nobel per la Pace, riflette sull'importanza del ruolo della donna. L'esperienza della ring vaccination in Repubblica Democratica del Congo

19 marzo 2019

ROMA – Per spingere in avanti i sistemi sanitari nazionali bisogna “unire l’innovazione all’accessibilita’, per non avere pazienti di serie A e serie B, e quindi alla sostenibilita’”. Questo il messaggio della terza edizione del summit sulla salute ‘Inventing for Life’, organizzato a Roma dall’azienda per la ricerca medico-tecnologica Msd. A parlarne è Donatella Luppi, presidente e amministratore delegato dell’azienda, che ha quasi 130 anni di esperienza in oltre 140 Paesi, con otto miliardi di dollari di investimenti in ricerca e sviluppo.

Msd ha inoltre elaborato nuovi farmaci e vaccini – tra cui anche una promettente sperimentazione contro ebola – nonche’ terapie per l’immuno-oncologia, l’antibiotico-resistenza, l’hiv o l’epatite C. Risultati resi possibili, evidenzia Luppi, grazie agli investimenti e alla partnership con le istituzioni, le ong, le fondazioni, anche nell’ottica di raggiungere gli Obiettivi di sviluppo dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

In questo senso, Luppi sottolinea l’importanza di creare un’alleanza positiva pubblico-privato, ma soprattutto di andare oltre il costo materiale del singolo prodotto: e’ possibile tagliare o ridurre i prezzi, avverte la presidente, ma “si devono considerare anche i costi indiretti della salute: pensiamo all’impatto che un problema medico ha sull’intero sistema previdenziale, del lavoro, della famiglia”. Luppi ricorda anche il valore umanitario dell’azione di Msd: “A livello internazionale – dice – seguiamo diversi programmi per rendere un’innovazione disponibile a chi altrimenti non potrebbe”. Tra questi la presidente cita Msd for Mothers, che punta a ridurre la mortalita’ materna in linea con gli obiettivi dell’Oms per il 2030, a meno di 70 per 100mila nati vivi.

A evidenziare l’importanza del ruolo della donna nel migliorare i sistemi sanitari nazionali e’ anche Ellen Eugenia Johnson Sirleaf, ex presidente della Liberia e premio Nobel per la Pace. “La donna svolge un ruolo cruciale” sottolinea Sirleaf. “Ricordiamoci che e’ lei che per prima interviene quando i bambini si ammalano, mentre rappresenta la maggioranza del personale medico in Africa come infermiera”. La premio Nobel incoraggia pero’ “a fare di piu’ per educare le giovani, affinche’ aumentino i medici donna, con cui le pazienti possano sentirsi piu’ a loro agio a confrontarsi per tutte quelle problematiche prettamente femminili”. Solo cosi’, conclude Sirleaf, “il sistema sanitario potra’ funzionare al meglio”.

Secondo Julie Gerberding, vicepresidente esecutivo di Msd, “il mondo e’ incredibilmente interconnesso oggi, quindi una minaccia sanitaria e’ una minaccia globale”. La dirigente cita gli incoraggianti risultati dell’azienda nella sperimentazione del vaccino contro ebola in Repubblica democratica del Congo. “Msd ha applicato la ‘ring vaccination’, ossia il cosiddetto meccanismo ad anello” spiega: “Consiste nell’immunizzare tutte le persone che entrano in contatto con il malato. Oggi in Congo sono state distribuite 133mila dosi, e vaccinate 84mila persone. Di recente l’Organizzazione mondiale della sanita’ ha dichiarato che questa strategia sembra stia contribuendo a contenere l’epidemia”. Secondo Gerberding, “la situazione e’ nel caos e molti hanno paura anche dei vaccini. L’impegno, pero’, continua. “Siamo ottimisti” dice la vicepresidente. “Contiamo sul ruolo di leadership delle singole comunita nel rassicurare le persone”. (DIRE)

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