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Riders, le tutele saltano (di nuovo). “Promessa mancata del governo”

L'estensione dei diritti dei lavoratori subordinati ai ciclo-fattorini sarebbe dovuta arrivare con un emendamento nel decreto su reddito di cittadinanza e quota 100, ma non c'è. Riders Union Bologna: “Trattati come l'ultima ruota del carro, ripartiremo con le mobilitazioni”

20 marzo 2019

BOLOGNA - “Nonostante le promesse del governo, all'interno del provvedimento attuativo del reddito di cittadinanza e quota 100 non ci sarà l'emendamento per garantire l'estensione delle tutele dei lavoratori subordinati anche ai riders”. Inizia così il post con cui Riders Union Bologna denuncia tramite il profilo facebook “la promessa non rispettata da parte del governo”. L'ipotesi che le tutele per i riders potessero arrivare attraverso un emendamento inserito nel “decretone” aveva iniziato a circolare a inizio marzo: tra le proposte, il divieto della retribuzione a cottimo, l'obbligo dell'assicurazione Inail, l'obbligo per le imprese di food delivery di fare formazione sulla sicurezza, fornire i dispositivi di protezione e garantire sorveglianza sanitaria. Il termine per presentare emendamenti al decreto era fissato per il 7 marzo ma le tutele per i ciclo-fattorini non ci sono. “Siamo arrabbiati – dice Nicola Quondamatteo di Riders Union Bologna – Questo emendamento mancato sottolinea un impegno disatteso da chi si era assunto una responsabilità politica. Siamo stati trattati come l'ultima ruota del carro, come merce di scambio. Ora valuteremo il rilancio della mobilitazione”.

Non è la prima volta che il governo annuncia le tutele per i riders e poi se ne perdono le tracce. Era già accaduto a giugno 2018 quando erano state stralciate dal decreto dignità. Il tavolo di concertazione con sindacati e aziende non ha portato a nulla: l'ultimo incontro risale all'11 settembre. E a novembre i riders hanno protestato per poter essere ricevuti da Luigi Di Maio. Qualche mese prima, nel giorno del suo insediamento al ministero del Lavoro, era stato lo stesso ministro a convocarli, come ricorda Riders Union Bologna, “parlando di una generazione abbandonata a cui dare ciò che il liberismo estremo dell'economia delle piattaforme ci nega ogni maledetto giorno, ogni maledetta pedalata”. A gennaio la Corte di Appello di Torino ha accolto il ricorso di 5 ex fattorini di Foodora (esclusi dalla piattaforma perché avevano scioperato per avere un miglioramento del trattamento economico) e ha stabilito che il lavoro dei riders va considerato al pari di quello dei lavoratori subordinati della logistica e non come quello degli autonomi pagati a cottimo. Dopo quella sentenza, Di Maio aveva annunciato che il decreto era pronto e che le tutele sarebbero arrivate entro marzo.

“Ebbene, nonostante le promesse e le dichiarazioni pubbliche, con la faccia tosta di ribadire fino alla settimana scorsa che l'emendamento sui riders era pronto e che sarebbe stato inserito nel decretone, questo non è avvenuto. L'emendamento sui riders non c'è - scrive Riders Union Bologna – Non c'è la dignità di questo governo che ha promesso delle cose e che non le ha mantenute, che non ha fatto il suo dovere, ma che ha fatto solamente un miserabile teatrino sulla pelle dei riders. Ora pretendiamo che l'estensione delle tutele dei lavoratori subordinati ai riders sia fatta subito per decreto legge”. (lp)

 

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