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Volterra, i detenuti fanno l’orto dentro al carcere

Un orto curato da detenuti per coltivare ortaggi da consumare all'interno del carcere. E' il progetto che si è concretizzato a Volterra grazie anche a un finanziamento della Regione Toscana

21 marzo 2019

FIRENZE – Un orto curato da detenuti per coltivare ortaggi da consumare all'interno del carcere. E' il progetto che si è concretizzato a Volterra. Il progetto è stato sviluppato dentro i confini della Casa di Reclusione grazie a un intervento di 40.000 euro (28.000 di finanziamento regionale) che ha coinvolto il Comune e la direzione del carcere.

Alcuni detenuti hanno usufruito di un regime più attenuato, potendo uscire quotidianamente per recarsi negli spazi aperti extra-murari dell'Istituto al fine di curare le aree adibite ad orto e coltivare zucchine, pomodori, fagiolini, insalata. Il progetto ha offerto la possibilità ai detenuti interessati di praticare volontariamente un'attività che li rende 'temporaneamente liberi', liberi di pensare e curare la natura, produrre ortaggi che poi consumeranno assieme ai propri compagni nelle loro camere.
Si tratta di un'esperienza speciale resa possibile anche dalla presenza di una realtà carceraria modello come quella di Volterra.

E proprio nell’orto del caracere di Volterra, giovedì mattina è stata la Guida per un’orticoltura pratica realizzata dall'Accademia dei Georgofili, che si pone come vero e proprio strumento di lavoro per tutte le Amministrazioni comunali che intendono realizzare nuovi "Complessi di orti", per le Associazioni, di tutti i tipi, che sono chiamate a gestirli in un ottica di condivisione, di salvaguardia dell'ambiente e della biodiversità, di apertura alle famiglie ed ai cittadini e, ovviamente, per tutti gli orticoltori che si mettono in gioco per utilizzare nel modo migliore il terreno a loro assegnato. Una parte della guida è dedicata a tutte le questioni pratiche: l'organizzazione della superficie, i tempi della semina, la modalità di lavorazione, le caratteristiche dei principali ortaggi.

"Questo orto nel carcere di Volterra– ha commentato l'assessore regionale all'agricoltura Marco Remaschi intervenendo all'iniziativa - racchiude pienamente lo spirito dei "Centomila orti in Toscana": questo spazio permette il recupero e l'utilizzo virtuoso di una porzione del centro storico, offre l'occasione di sperimentare l'amore per la terra, e, in questa fattispecie, permette ai  detenuti di cimentarsi in attività ricreative e manuali e ne favorisce l'integrazione con la comunità. In questo orto già molto ben lavorato e che fa presagire ottimi frutti nei mesi a venire, presentiamo un prodotto rivolto  a tutti quegli orticoltori che vogliono mettere a buon frutto il loro terreno: una guida che abbiamo affidato alle competentissime mani dell'Accademia dei Georgofili e che sarà utile a tutti coloro che vorranno migliorare la resa del loro orto e farlo nello spirito della rete realizzata grazie al nostro progetto".


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