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Bambini al museo: ecco perché è importante

Focus Openpolis e Con i bambini. Nel 2017 sono quasi 120 milioni gli ingressi ai 4.889 complessi museali. Tra 6 e 17 anni poco meno del 50% dei minori totalizza almeno una visita l’anno. Il ruolo (centrale) delle scuole "nel permettere di accedere ai luoghi della cultura". Offerta didattica in 2/3 delle strutture

26 marzo 2019

ROMA - Nel 2017 sono quasi 120 milioni gli ingressi ai 4.889 musei, gallerie d’arte, monumenti e parchi archeologici italiani. Strutture che, dagli allestimenti alle modalità di organizzazione delle visite, sono pensati prevalentemente per un pubblico adulto. Ma quanti bambini vanno al museo e quanto questo è importante per la loro formazione? Se lo è chiesto Openpolis che, insieme alla Fondazione Con i bambini, ha diffuso oggi un focus sul tema, prendendo in considerazione (pur nella scarsezza di dati) le indagini a campione svolte dall'Istat. Ne emergono, segnalano gli osservatori, due tendenze, in apparenza opposte.

Da un lato, fino alla maggiore età, bambini e ragazzi sono quelli che totalizzano più spesso almeno una visita all’anno, con percentuali di poco inferiori al 50% del campione. Dall’altro, si tratta di presenze relativamente meno assidue se confrontate con le altre fasce d’età: 4-5% con 7 visite l’anno, contro una media del 7,1%. Ad esempio il 44,6%  dei minori  tra 6 e 10 anni può contare su almeno una visita all’anno (e solo un 3,9% in quella fascia  totalizza 7 visite l'anno); tra gli 11 e i 14 anni la percentuale sale a 48,4% (il 5% vanta 7 volte in anno)
"Una possibile spiegazione - sottolinea Openpolis - è che l'esperienza in quelle fasce d'età è probabilmente molto legata alle uscite con la scuola. Ciò rende quindi centrale il ruolo di quest'ultima nel permettere a tutti i bambini e le bambine di accedere ai luoghi della cultura. Grazie soprattutto al legame tra scuola e museo, per molti istituti le visite dei bambini costituiscono una percentuale altissima di visitatori, fino ad arrivare vicino al totale degli ingressi. Il che fa capire quanto sia importante investire sulla scuola, e sul legame con i musei, sull'intero territorio nazionale".
 
grafico openpolis bambini al museo





Prendendo in considerazione i dati per regione si rileva che in Calabria  (dati 2016) poco più del 78% dei minori non hanno visitato un museo o una mostra nei 12 mesi precedenti la rilevazione, in Sicilia toccano superano il 71% e in Puglia sfiorano il 69% contro una media italiana del 55%.. Nel Lazio sono  il 54%, in Liguria il 39,6%
 
In Italia circa 5 musei ogni 10 mila bambini e ragazzi. Il focus prende in considerazione anche la distribuzione territoriale dei 4.889 strutture censite dall'Istat: si tratta soprattutto di musei e gallerie (4.026 luoghi),  monumenti e complessi monumentali (570) e aree e parchi archeologici (293).  Tra i soli musei e gallerie prevalgono quelli di arte (1.017 in tutto, da quella medievale ai giorni nostri). Altri 627 sono dedicati all'etnografia, 620 all'archeologia, 397 alla storia. Sono relativamente meno quelli che trattano di storia e scienze naturali (323) e di scienza e tecnica (127). Rispetto al numero di minori in Italia  risultano  4,99 strutture ogni 10 mila ragazze e ragazzi di età compresa tra 0 e 17 anni. "Una media suscettibile di variare molto tra le aree del paese. - sottolinea Openpolis - Dal momento che il dato conteggia il numero di musei a prescindere dalla loro effettiva dimensione, il rapporto è spesso più alto nelle regioni piccole o in quelle dove vivono meno bambini e adolescenti". A livello comunale, tra le città maggiori spiccano per l'elevato rapporto tra musei e minori Firenze (12,4 ogni 10mila ragazzi), Venezia (8,47) e Bologna (8,33), seguite da Genova (5,99) e Torino (3,27). Agli ultimi posti si trovano tre grandi città del sud come Catania (2 musei per 10mila ragazzi), Palermo e Napoli (2,13).
Più musei per minore a Firenze, Venezia e Bologna.
 
I musei con offerta didattica. Non solo il numero di strutture per ragazzi è indicativo, ma anche come sono esse siano attrezzati. Stando ai dati, riferiti al 2017, raccolti nel censimento dei musei, sono soprattutto musei, gallerie e parchi archeologici a proporre attività didattiche (2/3 del totale). Nei monumenti e nei complessi monumentali questo tipo di offerta è meno frequente ma comunque presente (55%). Il 65,2% delle aree e parchi archeologici svolge attività educative/didattiche. In generale le attività didattiche sono più frequenti negli istituti statali (71,8%) rispetto a quelli non statali (63,9%). Va comunque rilevato che tra questi ultimi il 12% non ha dato una risposta né affermativa né negativa.
Rispetto alle diverse aree del paese, le attività didattiche sembrano essere meno frequenti nel mezzogiorno i (57,4% nelle isole e 58,8% nel sud continentale, contro una media italiana del 64,7%). D'altra parte anche in questo caso sul dato va considerata l'alta quota di non risposte alla domanda, soprattutto nel sud (19,9%). Quasi il 72% dei musei del nord-est svolgono attività didattiche.

grafico openpolis n. musei per n. minori

Tra le singole regioni, quelle con la percentuale più alta di musei che svolgono attività didattiche sono Trentino Alto Adige (78,8%), Emilia Romagna (75,7%), Lombardia (72,6%), Umbria (71,8%) e Lazio (69,2%).  Segue la Puglia con il 69,1%, in controtendenza con il dato meridionale. Del resto, nel mezzogiorno - in particolare nelle isole - sembra essere più frequente che il museo non abbia un responsabile addetto ai servizi didattici ed educativi: Nel 36,6% dei musei delle isole non c’è un addetto ai servizi didattici.
 

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