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I profughi come Napoleone e Livingstone, a Ventimiglia la mostra Anemos

I migranti dei centri di accoglienza della Caritas fiorentina assumono le sembianze dei grandi esploratori del passato, che viaggiavano per soldi o fama. L’autore Ricci D’Andonno: “Voglio dare la stessa dignità ai viaggiatori forzati di oggi”

15 aprile 2019

Anemos 2- progetto di Ricci D’Andonno

FIRENZE – E’ in corso fino al prossimo 23 aprile al Chiostro della Chiesa di S.Agostino di Ventimiglia la mostra fotografica di Roberto Ricci D’Andonno Ànemos. Si tratta di una rassegna di venticinque ritratti di profughi richiedenti asilo fotografati nel corso di due anni in collaborazione con la Caritas di Firenze. 

Mentre la storia celebra i grandi viaggiatori, condottieri ed esploratori del passato per le loro imprese, i profughi ritratti affrontano viaggi altrettanto interminabili e pericolosi non per denaro, fama o gloria, ma solamente per conquistare la loro libertà e una vita dignitosa, spesso fuggendo da guerra o povertà. Quale spostamento di valori c’induce a consegnare i primi alla storia e ad ignorare gli altri??? 

Anemos 1- progetto di Ricci D’Andonno

Con una scelta provocatoria, questi giovani, provenienti per lo più dall’Africa, dall’Afghanistan e dal Pakistan, si vestono come i grandi viaggiatori del mondo, quasi a pretendere lo stesso rispetto e la stessa dignità per le loro gesta.?Le immagini s’ispirano ai ritratti di personaggi storici o famosi come Cristoforo Colombo, Livingstone, Napoleone, Pizarro, Cousteau, Amelia Earhart, Yuri Gagarin e molti altri, come rappresentati nell’iconografia classica.?

 

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