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Da vittime di violenza a imprenditrici: "Siamo donne resilienti"

I risultati del progetto "Vitae" realizzato dal centro antiviolenza Le onde di Palermo che ha creato le imprese Cuoche Combattenti, Clean Sicily ed Happy Colors. Nicoletta Cosentino, fondatrice di Cuoche Combattenti: "Dalla violenza si può uscire e si può ricominciare a vivere"

24 aprile 2019

PALERMO - Le Cuoche Combattenti, Clean Sicily, Happy Colors: sono le realtà create da alcune donne che da vittime di violenza sono diventate protagoniste del loro futuro. Il progetto "Vitae – Violenza verso le donne" ha permesso di avviare questi percorsi di autonomia nati all'interno del centro antiviolenza Le Onde di Palermo, in collaborazione con il comune e con tutta la rete antiviolenza. Il progetto, i cui risultati sono stati presentati questa mattina presso la Galleria di Arte Moderna, rientra nell'ambito dell'Avviso “per il potenziamento dei centri antiviolenza e dei servizi di assistenza alle donne vittime di violenza e ai loro figli e per il rafforzamento delle reti dei servizi territoriali”. In particolare, con il progetto si sono avviati i percorsi finalizzati all'inclusione attiva delle donne accolte dal Centro antiviolenza, attraverso l'acquisizione di competenze per l'occupabilità. Sono tre, in particolare, le imprese più significative sostenute con il progetto: la Clean Sicily s.r.l.s. di Giorgia Puleo, le Cuoche Combattenti di Nicoletta Cosentino ed Happy Colors di Maria Concetta Corona. 

Un momento dell'incontro
bilancio progetto Vitae, sala con persone

Nella sua azienda, oltre a un giovane immigrato, Giorgia Puleo inserirà presto anche due vittime della tratta. "La mia azienda è nata grazie al supporto de Le Onde dopo un tirocinio formativo presso un'impresa palermitana - racconta Giorgia, titolare di Clean Sicily e mamma di quattro figli -. Mi occupo di facility management cioè di pulizia e cura di alloggi turistici. Stiamo avendo diversi clienti e questo ci rende contenti. Con Le Onde ho fatto -tutto il percorso complicato di fuoriuscita dallo stato di vittima che mi ha portato oggi ad essere diversa, ad avere maggiore autostima e a pensare al mio futuro lavorativo. La mia rinascita mi permette di pensare anche a chi sta peggio di me. Considerato, infatti, che collaboro con il Pellegrino della Terra, all'interno dell'azienda inseriremo presto anche due ragazze vittime di tratta e inoltre a lavorare con noi c'è un giovane dello Sri Lanka. L'impegno sociale sarà sempre al centro dei miei interessi perché come sono stata aiutata io, tutti noi possiamo a nostra volta aiutare chi è in difficoltà". 

"E' stato un percorso impegnativo e faticoso - dice Nicoletta Cosentino, fondatrice di Cuoche Combattenti - ma sicuramente molto entusiasmante. Siamo partiti da una valutazione delle nostre competenze e, coniugando bisogni e desideri, oggi è stata creata una piccola impresa. L'idea è quella di attivare con l'impresa sia borse lavoro che tirocini per le donne in difficoltà del circuito della rete antiviolenza. Siamo donne resilienti, vogliamo riscattarci dalla sofferenza e abbiamo il desiderio di riprenderci in mano la nostra vita. Grazie a chi ha saputo accompagnarmi dandomi competenze e strumenti specifici, oggi sto realizzando qualcosa che forse non sarei stata da sola in grado di fare. La mia vita oggi è diversa perché non sono sola e proprio grazie ad un lavoro capillare di rete ho conosciuto tante realtà significative. Mi auguro di coinvolgere tante donne in stato di fragilità. Dalla violenza si può uscire e si può ricominciare a vivere perché la vita non è una condanna ma un'avventura che ti deve fare uscire dalla rassegnazione e soprattutto dalla paura".

"Mi occupo di cucito creativo - aggiunge Maria Concetta Corona di Happy Colors - e da quando ho fatto il percorso antiviolenza con Le Onde, ho avuto modo di fare ancora meglio questo lavoro avendo il supporto di professionisti che mi hanno aiutato a fare questa piccola impresa. Oggi, grazie a chi ha creduto in me, ho avuto la possibilità di scoprire tutte le potenzialità e quella autodeterminazione necessaria che mi fa andare avanti bene. Il mio desiderio è quello di avere una indipendenza economica sempre più ampia che mi porterà a perseguire sempre di più i miei obiettivi". 

"Dopo tanti anni di lavoro oggi possiamo dire con soddisfazione - sottolinea la presidente de Le onde  Maria Grazia Patronaggio - che è nato a Palermo un sistema e cioè un modello operativo che il nostro centro utilizza nella costruzione di percorsi di autonomia con le donne che chiedono aiuto e supporto nei loro percorsi di uscita dalla violenza. In questi anni abbiamo avviato all'autonomia di vita personale e lavorativa 25 donne e 500 sono state invece quelle che complessivamente hanno usufruito di varie forme di sostegno con i servizi. E' bello per noi essere riuscite a lavorare in rete per sostenere le donne sia nella loro fase iniziale che in quella di costruzione del loro futuro. Il modello va anche mantenuto se vogliamo dare risposte esaurienti alle nostre donne. Occorre quindi garantire la continuità del centro antiviolenza e delle case rifugio, attivando tutta l'integrazione dei diversi interventi e delle risorse. Le risorse ci sono ma bisogna integrarle in base ad una strategia precisa secondo il modello di rete che abbiamo sperimentato".

"Stiamo lavorando insieme a tutta la rete per restituire percorsi di vita a queste donne - conclude infine Giuseppe Mattina, assessore alla Cittadinanza Solidale del Comune di Palermo - con un'attenzione specifica a tutte le fasi di sensibilizzazione e formazione sociale. Gli assistenti sociali e gli operatori del comune hanno partecipato a questo progetto sperimentale. Adesso si deve attivare sempre di più un sistema ordinario di presa in carico e lo stiamo facendo con il sistema di accreditamento che garantirà continuità ai servizi". (set)

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