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La vita dopo l'infortunio sul lavoro: un albo illustrato racconta 22 storie

Presentato al Salone del Libro di Torino un volume - targato SuperAbile Inail - che raccoglie le vicende di 22 infortunati sul lavoro che hanno intrapreso un nuovo percorso di vita. Pinzello (Inail): “Storie di rinascita, impreziosite dalla capacità di aprirsi agli altri”

13 maggio 2019

TORINO – Le voci di chi non si arreso, le testimonianze di chi li ha aiutati, la soddisfazione di chi ha ideato e realizzato un lavoro che tocca le corde dell’anima. Ci sono stati tanti momenti emozionanti nel corso della presentazione, al Salone del Libro di Torino, del volume “Vite straordinarie/2. Storie di uomini e donne che non si sono arresi”, l’albo illustrato pubblicato come numero speciale 2019 della rivista mensile “SuperAbile Inail”. Un volume che racconta le storie di 22 infortunati sul lavoro assistiti dall’Inail che, grazie a una grande determinazione personale, hanno deciso di non arrendersi alla condizione di disabilità, per intraprendere un nuovo percorso di vita dagli esiti imprevisti e spesso sorprendenti. Il volume raccoglie le storie – scritte in prima persona – dei 22 protagonisti, accompagnando ciascuna di esse con un’illustrazione, capace di rappresentarla e di evocarla visivamente. Il volume sarà allegato al numero di giugno della nostra rivista.
 
“La nostra presenza al Salone del Libro di Torino – ha esordito Alessia Pinzello, Direzione Centrale Prestazioni Socio-sanitarie di Inail – è diventata una piacevole consuetudine, dopo il successo avuto dal primo volume (“Vite Straordinarie. Storie di donne e uomini che hanno fatto la differenza”) qui presentato lo scorso anno e dedicato a 22 storie di uomini e donne che nei vari campi della scienza e dell’arte hanno contribuito a superare i pregiudizi. Mentre lavoravamo al primo numero già avevo in mente il secondo numero: per essere straordinaria una vita non deve necessariamente assurgere ad una notorietà senza confini, attraversando il tempo e lo spazio. Questo, noi di Inail, lo sappiamo bene, perché il nostro lavoro quotidiano è avere a che fare con storie straordinarie. Con i nostri assistenti sociali abbiamo cercato, e siamo stati sommersi da moltissime storie, tutte ugualmente importanti, tutte ugualmente significative. Le storie che ci sono nel libro non sono le più belle perché quelle che non ci sono non sono le più brutte: ma queste ultime, che non hanno trovato spazio, saranno comunque valorizzate dall’Istituto. Troveremo le modalità per far conoscere tutte le storie che ci sono state raccontate”. 
 
“Queste storie – ha aggiunto – originano da un infortunio e sono accomunate dalla rinascita, ognuna attraverso uno strumento che si è rivelato opportuno per favorire questa rinascita. In queste nuove vite ho notato spesso la capacità di aprirsi agli altri, con associazioni, fondazioni, aiuti ai bambini o ai più fragili: vite che non sono vissute solo per se stessi, ma anche per gli altri. Personalmente – ha concluso - ho letto molte volte queste storie: se arricchiranno voi la metà di quanto hanno fatto con me, questo nostro impegno avrà avuto un senso”.
 
La curatrice del volume, Antonella Patete, coordinatrice del nostro mensile “SuperAbile Inail”, ha raccontato la genesi e le difficoltà del lavoro svolto: “Iniziando questo lavoro, avevamo di fronte persone che nella loro vita si sono trovate di fronte alla straordinarietà di un evento che scompiglia tutte le carte, magari proprio quando la vita seguiva i binari che ci si era prefissati. Storie in cui era necessario lasciare il percorso che si era immaginato per se stessi e iniziarne uno nuovo pieno di incognite. Ma avevamo il dubbio che potessero essere storie tutte simili. Alla prova dei fatti, quando abbiamo incontrato ciascuno  dei protagonisti, abbiamo scoperto che per ciascuno i punti di svolta sono stati diversi ed è stato affascinante vedere come, nella lettura della propria vita, ognuno individuasse i suoi specifici e personali punti di forza. Speriamo – ha concluso – di aver restituito la consapevolezza di avercela messa tutta e di aver contributo a far sì che ognuno di noi possa ritrovare in questi racconti una parte di se stesso”. 
 
“E’ stato un lavoro intenso ed emotivamente molto forte, sono andato a cogliere dentro le storie la loro originalità”. Così Lorenzo Pierfelice, illustratore, art director di SuperAbile, ha raccontato il suo lavoro di ideazione e creazione delle 22 illustrazioni che accompagnano i testi del volume. “Per chi fa questo mestiere il rischio è quello di essere didascalici: ho deciso fin da subito che non avrei fatto un ritratto dei protagonisti, ma che avrei cercato la chiave di lettura di ogni storia. E poiché ognuna di queste era diversa, ho variato anche la tecnica di rappresentazione. Ho usato la carta grezza, l’acrilico, l’acquerello, il pastello, la tela, in un percorso che partiva in me dalla sintesi della storia e che avanzava con l’approfondimento della stessa. Ho affrontato due o tre storie contemporaneamente, facendole sedimentare per qualche giorno, andando a mescolare i vari campi. E volendo sperimentare la disabilità, mi sono anche messo a disegnare con la mano sinistra. Il nostro grande difetto – ha concluso – è la banalità: queste storie invece brillano per originalità”. 
 
A mettere in evidenza l'importanza della presentazione di questo volume di esperienze al tempo stesso ordinarie e straordinarie in un contesto prestigioso come quello del Salone del Libro era stata, in apertura, Alessandra Lanza, Direzione regionale Inail Piemonte. “Negli ultimi anni Inail si è dotato di nuovi strumenti di comunicazione per raccontare le esperienze delle persone che hanno avuto un infortunio durante la propria attività lavorativa” e “un grande merito va riconosciuto alla rete degli assistenti sociali e alla loro capacità di creare empatia”.
 
Di rilievo le testimonianze di alcuni dei 22 protagonisti, intervenuti insieme agli assistenti sociali Inail che ne hanno seguito il percorso. “Posso dire che a volte l’impossibile diventa possibile”, ha detto Milena Bethaz raccontando il suo incidente (una giardiaparco di montagna, colpita da un fulmine) e i progressi compiuti nella riabilitazione fino alla felicità di poter tornare al lavoro sul territorio in un centro studio specializzato nell’osservazione delle marmotte: “Mi sento una guardiaparco come ai vecchi tempi, e le salite sul Gran Paradiso mi danno nuova energia ed entusiasmo, e la voglia di crederci ancora”. Con lei sono intervenuti anche Marco Dolfin, Maurizio Busano e Andrea Bachis, accompagnati dagli assistenti sociali Lucia Mazzuca, Paola Baldassa, Alessia Viviana Congia e Graziella Santi. Ha moderato l'incontro il responsabile del Contact Center SuperAbile Inail, Giovanni Sansone.

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