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I miracoli veri, senza effetti speciali, succedono. E non solo a Natale

Social Church Chiesa e periferie esistenziali - di Laura Badaracchi

Gente di Lato

La nuova vita delle case abbandonate che ospitano i profughi

Gente di Lato il blog di Oliviero Motta

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Epifania e la gioia della ricerca

Epifania significa manifestazione: la Chiesa festeggia la presentazione di Gesù, con l’adorazione dei magi. 
La prima lettura parla di luce. Il brano del profeta Isaia lascia intravvedere ciò che avverrà:
“Àlzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce,
la gloria del Signore brilla sopra di te.
Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra,
nebbia fitta avvolge i popoli;
Si tratta di un invito personale. Viene la “tua” luce, dice il profeta e continua “su di te” risplende il Signore”.
Un colloquio tra chi è “nella nebbia” e cerca la strada della vita e la risposta che viene dall’alto. La nebbia rappresenta le domande, i dubbi, le perplessità sulle vicende del mondo soprattutto della propria vita. Domande pesanti perché cercano con affanno il futuro, consapevoli che la vita non è eterna e i misteri che circondano l’esistenza sono oscuri e incomprensibili.
 
La risposta è rassicurante:
“I tuoi figli vengono da lontano,
le tue figlie sono portate in braccio.
Allora guarderai e sarai raggiante,
palpiterà e si dilaterà il tuo cuore,
perché l’abbondanza del mare si riverserà su di te,
verrà a te la ricchezza delle genti.”
Chi offre sicurezza è Dio, perché il profeta dice con sicurezza:
“ma su di te risplende il Signore,
la sua gloria appare su di te.”
 
La gioia della ricerca
 
L’episodio narrato dall’evangelista Matteo - in tutt’altro clima e ambiente - ripete , questa volta in positivo, la stessa ansia di conoscere la verità.
I passaggi sono la visione della luce (la stella), la voglia di trovarla (si misero in cammino), le domande a quanti possono dare indicazioni (il re Erode, i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo), le difficoltà della ricerca (cattive intenzioni del re), la visione della verità (il bambino), la dichiarazione pubblica (i doni) e infine la pace ritrovata (ritorno al proprio paese).
 
Un processo che qualsiasi persona adulta ha sperimentato nella propria vita. Da una parte la sensibilità quotidiana fatta di impressioni, sensazioni, esperienze e dall’altra l’inquietudine di trovare connessioni e spiegazioni. Avviene per fatti naturali, per ricerca scientifica e per tranquillità morale.
Partendo dalle vicende della vita, ciascuno vuole dare senso alle mille esperienze che capitano E’ la maturità delle persone che, nel tempo diventa saggezza e sicurezza. Occorre tempo ed esperienza per diventare saggi. Le reazioni superficiali e impulsive lasciano lentamente il posto alle prime reazioni e mettono insieme “la logica” che è poi la vita di maturità.
Chi ha possibilità di ricercare, sposta la propria attenzione e cerca competenza per comprendere come la natura collega i fatti, cercandone le cause e – nei limiti del possibile – offrire applicazioni che poi costituiscono “il progresso”. Avviene per il cibo, per gli spostamenti, per la comunicazione, per la medicina, per l’ambiente.
Noi viviamo un periodo nel quale i collegamenti della ricerca si conoscono in tempo reale. Di questo lento miglioramento siamo tutti beneficiari.
 
La guida morale
 
L’affannosa rincorsa al sapere è gestita comunque dall’uomo: né mancano gli effetti negativi. La natura ha un suo equilibrio che non è bene scomporre perché, in qualche modo, si vendica.
Ritornano indietro gli effetti collaterali negativi: cibo adulterato, ambiente violentato, morbilità inguaribile, mobilità ingestibile.
Ritorna – quasi d’incanto – l’immagine della stella. Che cosa guida l’umanità nella sua ricerca di verità? La si può chiamare morale, fede, equilibrio: si tratta, in fin dei conti, di dare saggezza al proprio futuro.
Diventano indispensabili linee guida che permettono di dare le giuste misure alle proprie azioni. Linee guida che diventano fondanti.
Chi è cristiano aderisce a una serie di principi da cui non può derogare: rispetto della vita e della persona, libertà, attenzione al bene comune, rifiuto della violenza e delle disparitò.
Troppo spesso i principi morali di comportamento sono interpretati come proibizioni. Sono invece riferimenti che permettono rispetto e convivenza pacifica.
Si può allora cantare con il salmo:
“Nei suoi giorni fiorisca il giusto
e abbondi la pace,
finché non si spenga la luna.
E dòmini da mare a mare,
dal fiume sino ai confini della terra.”
 
E ancora:
“Perché egli libererà il misero che invoca
e il povero che non trova aiuto.
Abbia pietà del debole e del misero
e salvi la vita dei miseri.”

6 Gennaio 2017 – Anno A
Epifania del Signore
(1ª lettura: Is 60,1-6  - 2ª lettura: Ef 3,2-3a.5-6 – Vangelo: Mt 2,1-12)
 
 
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