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Con il Battesimo, Dio è presenza consolatrice, tesa all’equilibrio del progetto della creazione

La liturgia, facendo un salto temporale nella vita di Gesù, dopo la sua presentazione con l’episodio dei Magi, propone il Battesimo per mano di Giovanni Battista. Una logica che non è temporale, ma spirituale. Con questo passaggio, nella Chiesa, dopo
i primi secoli, è stato introdotto il battesimo dei bambini. Non una seconda nascita, ma l’adesione alla religiosità di genitori che hanno voluto generare la propria creatura e si impegnano ad educarla nella fede. 
E’ vero che il Battesimo richiede la propria adesione a una fede convinta e vissuta: per questo si parla in pastorale della iniziazione alla fede; è  però altrettanto auspicabile che i minori crescano in clima nel quale si parli di Dio e si sperimenti la fede.
I pedagogisti dicono infatti che i fondamenti morali si apprendono nei primi anni della propria infanzia.
Il problema vero è se il Battesimo, una volta celebrato, viene incrementato per mezzo dell’adesione adulta e convinta.
Non sempre infatti c’è corrispondenza tra la richiesta di Battesimo del neonato da parte dei genitori e fede convinta. Non sono rarissimi i casi di persone che da adulte
smentiscono il loro battesimo, contraddicendo la volontà genitoriale. La richiesta si concretizza in una nota nell’Atto del Battesimo con la quale si attesta che la persona interessata non aderisce alla fede cattolica.
 
Il problema vero è che cosa avviene con il Battesimo. Ci aiuta, ancora una volta, il profeta Isaia. Il salvatore è descritto con parole mirabili; il profilo che ne deriva è in contraddizione con qualsiasi re, guerriero, liberatore:
“«Ecco il mio servo che io sostengo,
il mio eletto di cui mi compiaccio.
Ho posto il mio spirito su di lui;
egli porterà il diritto alle nazioni.
Non griderà né alzerà il tono,
non farà udire in piazza la sua voce,
non spezzerà una canna incrinata,
non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta;
proclamerà il diritto con verità.
Non verrà meno e non si abbatterà,
finché non avrà stabilito il diritto sulla terra,
e le isole attendono il suo insegnamento.”
Si tratta dunque di un personaggio che affronterà il male del mondo con una logica molto molto lontana dall’imposizione, dai comandi e dalla violenza.
Userà il metodo non violento che significa proposta e non comando; sarà paziente perché conosce la fragilità umana, proclamerà la verità e proporrà giustizia.
 
Entrando nel dettaglio, il profeta suggerisce le azioni che svolgerà il nuovo Messia:
 
“Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia
e ti ho preso per mano;
ti ho formato e ti ho stabilito
come alleanza del popolo
e luce delle nazioni,
perché tu apra gli occhi ai ciechi
e faccia uscire dal carcere i prigionieri,
dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre».
 
Il progetto cristiano
 
La descrizione del salvatore può essere applicata a qualsiasi battezzato: vengono date indicazioni per le azioni del mondo che comprendono vicinanza, amore, dedizione. Le caratteristiche del battezzato si riducono a quanto il Vangelo propone come il maggiore e unico comandamento: ama Dio e ama il prossimo tuo.
Impressiona come il tema dell’amore venga proposto come distintivo del nuovo cristiano; aprire gli occhi ai ciechi o liberare i prigionieri significa portare luce, verità, perdono e, infine, pace.
Un progetto molto arioso e intrigante. Lontano dalla serie di imposizioni che invece – troppo spesso – l’adesione alla fede cristiana lascia intravvedere.
E’ un progetto positivo e propositivo. Significa contribuire alla felicità che è lo scopo di ogni vita. Riprendendo le parole di Pietro, tratte dagli Atti degli Apostoli, significa imitare Gesù “il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui.”
La presenza di Dio diventa dunque consolatrice, rassicurante, tesa all’equilibrio del progetto della creazione. Scoprire Dio in questa luce permette di dialogare con lui con sincerità a tu per tu. Egli conosce il profondo del cuore umano e rimane accanto a ogni creatura perché possa procedere verso la via della luce.
Tutta l’azione di Gesù, i suoi gesti e le sue parole vanno nella direzione di rendere possibile la nobiltà del cuore così che la vita individuale e quella collettiva risultino armoniose.
Per scoprire questa via occorre fidarsi; non avere paura; non interpretare Dio come giudice e vendicatore. Nella preghiera proposta dal Maestro ci è stato suggerito di chiamare Dio padre: nel rapporto filiale e sincero di sicurezza e di guida.
Il Battesimo è l’inizio del percorso della vita che – al di là di ogni condizione – sarà resa vivibile, in dialogo con Dio e sorretta dal suo spirito consolatore.

8 Gennaio 2017 – Anno A
Battesimo di Gesù
(1ª lettura: Is 42, 1-4. 6-7  - 2ª lettura: At 10, 34-38 – Vangelo: Mt 3, 13-17)

 
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