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La salvezza di tutti, non è esente dalla tentazione di dominare il mondo

Dopo il mercoledì delle ceneri, con la liturgia della penitenza, inizia il lungo periodo della Quaresima. Un tempo di quaranta giorni che porterà alla Pasqua. Nella festa grande di Pasqua si celebra la morte e la risurrezione del Signore. Questi due avvenimenti legati tra loro, dalla liturgia sono stati distinti, per preparare degnamente la speranza che la risurrezione del Signore offre. 
Il passaggio della passione è cruciale per la fede cristiana. Si percorre, in un solo avvenimento, la storia dell’umanità. Da una parte si ricordano i limiti umani che indicano l’imperfezione della condizione degli esseri creati; dall’altra si offre la prospettiva di una vita nuova.
Mentre per Cristo il passaggio dalla morte alla vita è stato consequenziale, per le creature umane, costrette nel tempo, il transito dalla morte alla vita comprende l’intera esistenza. Da qui i tempi liturgici quaresimali che invocano silenzio preghiera e conversione e quelli pasquali, pieni di gioia.
 
Il brano della Genesi è il racconto simbolico dell’inizio della presenza del male nel mondo. Scritto secondo la sensibilità del tempo, rimane il significato ultimo del messaggio che offre. Da una parte il giardino, dall’altra l’albero della vita, il serpente, la mela, la disobbedienza, infine la scoperta della verità.
Il salmo 50 è il riconoscimento del male commesso e l’invocazione a Dio del perdono, dopo il sincero pentimento.
Infine il brano del Vangelo indica, sulla scia del testo della Genesi, la grande tentazione: il potere. Gesù stesso è sottoposto a prova. Pur avendo una missione nobile, la salvezza di tutti, non è esente dalla tentazione di dominare il mondo: nelle cose, nella religione, nella gestione.
 
 1. Soffiò nelle sue narici
 
Il brano ricorda con efficacia la natura della vita umana, chiamandola polvere del suolo, anche se il testo precisa che Dio dona l’alito di vita. E’ il segnale della dignità umana e soprattutto del dono della libertà. Oltre ad aver dotato il mondo del necessario per vivere dignitosamente – il celebre giardino – le creature hanno a disposizione l’albero che sta in mezzo al giardino, “l'albero della conoscenza del bene e del male.”
E’ la svolta della creazione: non esseri determinati dalle leggi della sopravvivenza, ma capaci di scegliere tra il bene e il male.
Subito dopo il testo continua volendo dare giustificazione degli effetti delle scelte di libertà. Introduce l’ispiratore della tentazione, il serpente e la scelta di rompere non solo la proibizione di mangiare il frutto proibito, ma di stravolgere l’ordine stesso dato da Dio.
Il testo vuole fare intendere non solo la scelta del male da parte di Adamo e di Eva, ma anche di voler cambiare la legge – cosa ben più grave – che determina il bene e il male.
La lezione è chiara: non spetta all’uomo stabilire le leggi della condotta morale. E’ Dio che detta la legge per gli uomini.
La lezione vale anche per l’oggi. Il problema della cultura occidentale – e non solo – è di voler determinare le leggi con cui autoregolamentarsi. Si assiste quotidianamente a questo stravolgimento. Il concetto che si introduce è quello del “diritto”. Per infrangere la legge divina, si oppone “il diritto a ….”. Da qui nascono i problemi della condotta morale. Il problema si sposta su chi determina questi diritti e a nome di chi.
La legge civile? La propria coscienza? Un gruppo di coscienze? A ben guardare ciascuno invoca il proprio diritto, senza dire a che titolo, se non a proprio titolo. Insomma, si rifiuta ogni legge esterna, compresa quella divina. E quando non esiste legge sarà il singolo tutore della legge che interpreta (il magistrato) la condotta, oppure si cercano luoghi e nazioni dove il diritto invocato è riconosciuto. L’eutanasia e la maternità surrogata sono due esempi recenti.
 
2. La vera tentazione è il potere
 
Il testo di Matteo intesse un dialogo tra il tentatore (questa volta chiamato diavolo e non  serpente) e Gesù. I cuore della tentazione è il potere, in tre diverse declinazioni.
La prima tentazione riguarda il potere delle cose: “fa che queste pietre diventino pane” indica la possibilità di manipolare la natura, così da dominarla. Sembra una tentazione assurda, ma così non è. Assistiamo quotidianamente all’assalto alle leggi della natura. Nella crescita degli alberi, nell’allevamento degli animali, nella manipolazione del cibo. Il rispetto della natura – per motivi abbietti – è sempre più violato. Non c’è solo l’accompagno a produzioni più equilibrate, ma è sempre più evidente la commercializzazione più vantaggiosa. Un mondo che si sta sconvolgendo, ma al quale la natura risponde: inquinamento, malattie rare, intolleranze sono la difesa silenziosa, ma efficacissima della natura che non sopporta di essere violentata.
La seconda tentazione riguarda la manipolazione della religione. “Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: "Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra". Gesù gli rispose: ‘Sta scritto anche: "Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”.
E’ una lezione severa per rispettare il messaggio di Cristo. Non si può forzare la volontà di Dio, interpretando a proprio vantaggio la fede, il culto la religione.
Il messaggio evangelico è sincero ed è dettato per la felicità e la salvezza di quanti credono in Cristo: una proposta soave e severa. Tale messaggio può essere manipolato, disatteso, male interpretato. Non è lecito invocare Dio per la propria storia.
Infine, la terza tentazione riguarda la gestione del mondo: politica, economia, scienza, arte, cultura non sono indipendenti dalla legge divina.
L’umanità non è proprietaria delle cose del mondo. Può e deve sviluppare il proprio futuro, senza stravolgere i principi fondamentali che Dio ha suggerito.
 
Non resta che recitare alcuni versetti del Salmo 50:
 
“Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l'ho fatto.
 
Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.”

5 Marzo 2017 – Anno A
I Domenica di Quaresima
(1ª lettura: Gn 2, 7-9; 3, 1-7 - 2ª lettura: Rm 5, 12-19 – Vangelo: Mt 4, 1-11)
 
 
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