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22/06/2017

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Dio Padre crea, il Figlio Gesù redime, lo Spirito è il consolatore dell’umanità

Il mistero della Trinità sembra impenetrabile: in realtà non abbiamo analogie sufficienti a spiegare la natura di Dio. E’ opportuno spostare l’attenzione alla sua azione nei confronti del mondo. 
La proposta di leggere la Trinità è quindi quella di seguire che cosa ha fatto Dio per l’umanità. Non sapremo mai – un vero mistero – perché Dio abbia fatto certe scelte e non altre, perché a noi non è dato il potere di leggere l’intelligenza e la volontà divina.
La Trinità può essere così riassunta: Dio Padre crea, il Figlio Gesù redime, lo Spirito è il consolatore dell’umanità.
 
Il Padre creatore
 
L’inno del Libro di Daniele è un raro esempio di lode riconoscente per l’origine e la potenza di Dio stesso.
 
Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri.
Benedetto il tuo nome glorioso e santo.
Benedetto sei tu nel tuo tempio santo, glorioso.
Benedetto sei tu sul trono del tuo regno.
Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi 
e siedi sui cherubini.
Benedetto sei tu nel firmamento del cielo.
 
L’espressione “benedetto” esprime la riconoscenza e la gratitudine del fedele a Dio, per la sua grandezza: “Benedetto sei tu nel firmamento del cielo” dichiara l’opera creatrice direttamente voluta da Dio e da lui preservata perché è opera delle sue mani. Moltissimi testi dalla Genesi ai Salmi, dai Profeti ai Libri sapienziali narrano la gratuita volontà dell’opera creatrice.
Il termine che lega l’azione di Dio nei confronti dell’umanità appella frequentemente all’amore, tradotto, secondo le circostanze, in alleanza, fedeltà, misericordia. Le opere dell’universo e in special modo le creature umane sono generate da Dio e per questo benedette. 
Un ritornello che ritorna spesso perché la grandezza della natura è generata da Dio stesso. I teologi hanno molto faticato sulla risposta da dare al perché Dio abbia agito così. Forse la migliore è quella suggerita da San Tommaso il quale afferma che il bene (che in Dio è immenso) tende ad essere partecipato.
Non è una spiegazione sufficiente: non resta che godere della grandezza dell’universo, lodando il suo creatore.
 
Il Figlio ha redento l’umanità
 
La risposta dell’uomo non è sempre lineare: dotato di intelligenza e di volontà, ogni creatura è dotata di libertà. Un bene preziosissimo perché sottrae i destini umani a disegni preordinati.
Nella sua libertà l’uomo può errare e non seguire le indicazioni del suo creatore. Per questo può sbagliare, anche se è cosciente di non seguire la propria indole e le regole suggeritegli.
L’amore del Padre non scompare, ma segue l’umanità con la presenza di Gesù il Nazareno. Egli si dichiara Figlio di Dio. Vive al condizione umana nella sua interezza, senza privilegi e senza vie speciali nel condurre la sua vita. Nato da donna, abita un posto della terra, percorre la strada della sua vicenda, predica “una buona novella”, non si sottrae a chi lo ritiene un semplice profeta o addirittura impostore.
Muore in croce preferito a un omicida e immola se stesso a beneficio dell’umanità.
Questo suo sacrificio è accolto dai suoi discepoli i quali credono che è veramente figlio di Dio perchè ha rivelato il volto del padre.
Egli è la congiunzione storica, visibile e sperimentabile della presenza di Dio nel mondo.
Predica un messaggio di tolleranza, umiltà, benevolenza e misericordia. A ben riflettere sono le condizioni perché l’umanità possa vivere in armonia, nel rispetto reciproco e nella felicità che Dio padre ha previsto e desiderato per tutti.
Il suo invito presuppone l’impegno umano, senza il quale nessuna vendetta è pensata e consumata da Dio. 
Certamente al termine della vita di ciascuno interverrà il giudizio: sarà un giudizio equo che terrà conto di tutte le circostanze che hanno indotto all’errore e alle virtù vissute.
 
Lo Spirito consolatore
 
La scomparsa fisica di Gesù non lascia l’umanità sguarnita dalla presenza di Dio. Se con il popolo ebraico erano i profeti ad annunciare con forza e sincerità la fedeltà alla volontà di Dio, sarà ora la Spirito che interverrà, in varie forme, a suggerire le migliori vie indicate da Dio. Sarà presente nella vita singola di ciascuno, ma anche presso il popolo, assistendolo nelle scelte forti e significative della vita della Chiesa.
La tradizione cristiana ha riassunto in Inno i sentimenti nei confronti dello Spirito:
 
“Vieni o Spirito creatore, 
visita le nostre menti, 
riempi della tua grazia 
i cuori che hai creato. 
 
Sii luce all'intelletto,  
fiamma ardente nel cuore; 
sana le nostre ferite 
col balsamo del tuo amore. 
 
Luce d'eterna sapienza 
svelaci il grande mistero 
di Dio Padre e del Figlio  
uniti in un solo amore. 
Amen.  

11 Giugno 2017 - Anno A
SS. Trinità 
(1a Lettura: Es 34, 4b-6. 8-9 – 2a Lettura 2 Cor 13, 11-13 - Vangelo Gv 3, 16-18) 
 
 
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