:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Redattore Sociale

Newsletter Newsletter Seguici su Facebook Twitter Google+ Rss

Figli del giorno

Cerca
Cerca in tutto il sito in Figli Del Giorno
Stampa Stampa

L'eucarestia è l'intima unione con Dio

La festa dell’Eucarestia ricorda la manifestazione del progetto di Dio su tutta l’umanità e sintetizza il ritrovarsi della comunità dei battezzati nella preghiera globale.
Fin dalle comunità nascenti i primi scritti raccontano che i fedeli cristiani si radunavano dapprima nelle case e poi – terminate le persecuzioni – nelle Chiese per pregare e ricordare quanto il Signore Gesù aveva raccomandato, nell’ultima cena: “fate questo in memoria di me”.
 
Evento che ha donato perdono e speranza
 
Nella celebrazione della Messa ripetiamo da sempre l’indicazione di Gesù. 
Le parole esplicite del canone della Messa (utilizziamo la versione della II preghiera eucaristica) dicono:
“Celebrando il memoriale
della morte e risurrezione del tuo Figlio,
ti offriamo, Padre,
il pane della vita e il calice della salvezza,
e ti rendiamo grazie per averci ammessi alla tua presenza
a compiere il servizio sacerdotale.
Ti preghiamo umilmente:
per la comunione al corpo e al sangue di Cristo
lo Spirito Santo ci riunisca in un solo corpo.”
 
In queste parole è sintetizzata l’opera di Dio. 
 
L’invocazione al Padre riporta a verità ogni azione nei confronti dell’umanità. La creazione è sullo sfondo della preghiera. E’ Dio che ha disposto l’armonia del mondo. A lui i fedeli cristiani si rivolgono per lodarlo e ringraziarlo. Invocano la sua presenza sull’offerta del pane e del vino per celebrare il “memoriale” della morte e risurrezione del Signore.
La morte e la risurrezione di Gesù sono il centro di ogni celebrazione eucaristica. Il pane e il vino sono i simboli che ricordano quel dramma e suggeriscono la speranza della risurrezione.
Tutta la celebrazione dell’eucarestia rappresenta il segno dell’evento che ha riportato perdono e futuro all’umanità.
 
E’ invocato anche lo Spirito perché renda efficace quel ricordo: lo faccia con l’ispirazione dei cuori e la comprensione delle intelligenze.
 
La comunità orante
 
La comunità, nel giorno del Signore, si raduna e si prepara al ricordo. Lo fa con una serie di gesti che culminano nell’offerta del pane e del vino, segni del corpo e del sangue del Signore.
All’inizio chiede perdono; proclama e aderisce alle verità di fede, ascolta le parole della scrittura e la sua spiegazione; offre i doni, ripete le parole dell’ultima cena, invoca con le proprie preghiere benedizione e sostegno, offre doni per quanti hanno bisogno. Dio, per mezzo dello Spirito, si fa presente perché ascolta le voci delle sue creature, accoglie i loro doni, si rende presente, anche se nel mistero.
L’abitudine alle celebrazioni delle Messe purtroppo fa dimenticare spesso il grande mistero della salvezza.
I discepoli del Signore hanno dunque il modo di ricordare i misteri divini. Non solo segni esteriori, ma celebrazione che rende reale quanto è avvenuto per mezzo di Gesù.
E’ il mistero della vita del mondo; della relazione tra Dio e l’umanità. L’eucarestia è il “luogo” dove si celebra il contatto con Dio.
Perché collettiva, lodante, impetrante, piena di fede. L’invocazione, con i segni delle parole, dei gesti, della comunione del pane e del vino consacrati, collegano direttamente a Dio.
Non può essere celebrata con superficialità, con il senso della teatralità, con toni sfarzosi ed eccessivamente vivaci. Sullo sfondo rimane permanente il sacrificio di Cristo: la sua incarnazione, la sua passione, la sua morte.
Sono stati scelti i simboli del pane e del vino perché di facile comprensione, in clima di interiorità fraterna di tutti i credenti.
Il tema della salvezza impegna concretamente ogni fedele battezzato alla conversione: ritornano le parole, i gesti, i miracoli di Gesù narrati nei Vangeli. L’eucarestia non può essere ridotta semplice gesto di culto. E’ l’intima unione con Dio: corale, autentica, portatrice di salvezza e di novità.

18 Giugno 2017 - Anno A
SS. Corpo e Sangue di Cristo
(1° Lettura: Dt 8, 2-3. 14b-16a - 2° Lettura 1 Cor 10, 16-17 - Vangelo Gv 6, 51-58)
 
 
Stampa Stampa