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Il processo di fede che invoca l’adesione del cuore e della mente, si esprime nelle opere

Con questa liturgia le scritture, soprattutto il Vangelo di Marco, ci suggeriscono l’importanza della scelta di seguire il Signore Gesù. Il quadro di riferimento è una sequela a tutto campo: per questo impegnativa. Le parole: “"Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me” chiedono un’adesione che pone al primo posto Dio stesso. Ai nostri orecchi suona come provocazioni o come iperboli. Ma a ben pensare Dio non può stare in secondo piano. La priorità di porre al primo posto Dio stesso è suggerita già nell’elenco dei comandamenti. Il primo dice: “Non avrai altro Dio al di fuori di me”. Non è solo orientato alla proibizione del politeismo, ma anche – nella dimensione dell’anima – a porre nella gusta dimensione la presenza di Dio nella vita. Per questo l’evangelista rafforza il suo pensiero, facendo dire a Gesù: “Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.” La connessione dunque tra le parole di Gesù e la sua richiesta di seguirlo è diretta: il Cristo è colui che rivela il volto di Dio.
Non si tratta di una direttiva così impossibile: chiunque ha a cuore il senso della propria vita mette al primo posto chi è degno di esserlo. Per il credente può essere solo Dio.
 
Il salmo 88 esprime, in forma poetica, la lode a Dio:
 
“Canterò senza fine le grazie del Signore,
con la mia bocca annunzierò la tua fedeltà nei secoli,
perché hai detto: "La mia grazia rimane per sempre";
la tua fedeltà è fondata nei cieli.
 
Beato il popolo che ti sa acclamare
e cammina, o Signore, alla luce del tuo volto:
esulta tutto il giorno nel tuo nome,
nella tua giustizia trova la sua gloria.
 
Perché tu sei il vanto della sua forza
e con il tuo favore innalzi la nostra potenza.
Perché del Signore è il nostro scudo,
il nostro re, del Santo d'Israele.
 
La cortesia
 
Il brano del secondo libro dei Re racconta un episodio che potremmo chiamare di cortesia. Una famiglia senza figli accoglie ripetutamente nella sua casa il profeta Eliseo, con la descrizione dell’alloggio a lui riservato. Una sistemazione semplice, ma anche molto dignitosa. Dopo varie presenze il profeta chiede al suo accompagnatore: “che cosa si può fare per questa donna?”. Il profeta promette la maternità. Un bene preziosissimo, indispensabile per non essere additata come “sterile”, una vergogna legata alla cultura del popolo che riteneva i figli una benedizione di Dio.
Il brano può essere interpretato in molti modi. Sottintende una specie di scambio: all’ospitalità si risponde con un premio. Ma può sottindere anche come risposta alla verità del profeta che comprende una specialissima benedizione di Dio, con la maternità.
Lo schema sembra semplificato: sono cortese con te, Dio, tramite il profeta, ti ricompensa. In realtà è l’adesione alla parola di Dio porta benedizione: il profeta è il portavoce divino; a chi crede in lui è riservata la benevolenza divina.
 
Un bicchiere d’acqua fresca
 
Nel brano di Matteo si riscontra un crescendo di discepolato: dapprima Gesù chiede di aderire al suo messaggio perché è Dio stesso che parla. Dopo di che l’appello è rivolto a chi rappresenta Dio, sintetizzato nella figura del profeta e infine il destinatario del messaggio è l’ospite che ha bisogno di un bicchiere d’acqua.
Il tutto in continuità: è lo schema che poi sarà ripetuto nella Chiesa stessa. L’adesione è a Dio, tramite la persona di Gesù, per dare ascolto ai suoi rappresentanti e infine rendersi fraterni con chi ha bisogno.
La scala è unica, anche se ha varie gradazioni. L’adesione a Dio avviene tramite il Signore che è raggiungibile perché fatto uomo. Morto Gesù sono i suoi “profeti” che lo rappresentano si segue le sue indicazioni, per arrivare finalmente ai componenti di tutta la comunità. Il bicchiere d’acqua fresca è il segno del contenuto del messaggio di fraternità.
Ritorna l’amore di Dio e l’amore del prossimo nella regola d’oro che sintetizza il cristianesimo.
Spezzare questa catena significa non seguire il processo di fede che invoca l’adesione del cuore e della mente, ma si esprime nelle opere. “Non perderà la sua ricompensa” indica l’importanza dell’azione congiunta alla fede.

2 Luglio 2017 – Anno A
Domenica XIII Tempo ordinario
(1a Lett.: 2 Re 4,8-11.14-16 – 2a Lett.: Rm 6, 3-4. 8-11– Mt 10, 37-42)
 
 
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