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La vita, un insieme di misteri che ciascuno è chiamato a vivere

Oggi la liturgia offre una pagina difficile, perché vengono evocati avvenimenti e racconti che hanno poco di umano, ma vogliono rappresentare la visione divina.
L’evangelista Matteo inserisce la trasfigurazione di Gesù perché la comunità cristiana di cui fa parte creda nella divinità di Cristo.
La trasfigurazione è un po’ l’anticipazione di una fede vera ed autentica che pone le radici nella sequela di Cristo.
Tutta la comunità cristiana è chiamata a credere che Cristo è il vero messia e profeta: colui che, direttamente dal Padre, ha ricevuto la missione di annunciare il nuovo credo. La presenza di tre discepoli vuole sottolineare che tale fede è comunicata agli apostoli ed essi – tramite la Chiesa – diventeranno depositari della rivelazione di Cristo.

Il racconto dei Matteo è anticipato da un brano del profeta Daniele il quale immagina qualcuno che così descrive:

“Guardando ancora nelle visioni notturne,
ecco venire con le nubi del cielo
uno simile a un figlio d'uomo;
giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui.
Gli furono dati potere, gloria e regno;
tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano:
il suo potere è un potere eterno,
che non finirà mai,
e il suo regno non sarà mai distrutto.”

Per le parole del profeta un sogno di unità e pacificazione, proveniente direttamente da Dio che offra pace e tranquillità a tutto il popolo d’Israele. Un’aspirazione che accompagnerà la storia ebraica per secoli, nella speranza di trovare stabilità e unità.

Il salmo 96 rafforza il desiderio di pace e giustizia; lo affida a Dio perché solo lui può essere il garante di un autentico tempo di equilibrio e di armonia.

“Il Signore regna: esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
Nubi e tenebre lo avvolgono,
giustizia e diritto sostengono il suo trono.

I monti fondono come cera davanti al Signore,
davanti al Signore di tutta la terra.
Annunciano i cieli la sua giustizia,
e tutti i popoli vedono la sua gloria.

Perché tu, Signore,
sei l'Altissimo su tutta la terra,
eccelso su tutti gli dèi.”

Il sogno di giustizia

Nei testi biblici ritorna spesso la parola giustizia, che non indica solamente la giustizia umana, interpretata come giustizia “retributiva”, ma una qualità che solo Dio può avere:  offre ad ogni essere e ad ogni circostanza la giusta dimensione. Una virtù che non è in potere degli uomini, i quali non sono in grado di misurare tutte le circostanze che determinano un’azione o un atto.
Lo sguardo di Dio è ampio: abbraccia tutto il creato. Per questo motivo solo Dio è giusto, perché conosce tutte le circostanze della vita: di ciascuno e del mondo intero.

La visione

E’ desiderio comune conoscere le cose nascoste e recondite della vita. Ma la trasfigurazione è qualcosa di più. Significa dare alla visione delle cose del mondo una dimensione soprannaturale.
Non si tratta – come potrebbe sembrare – di visione paranormali, ma di offrire alla considerazione delle vicende umane un connotato divino.
Posta così la questione, la soluzione non è affatto a portata di mano. Occorre essere dotati di una tale spiritualità che lascia intravvedere gli avvenimenti nella luce particolare del Vangelo.
E’ certamente una sfida non da poco, perché la tendenza naturale è considerare tutte le vicende umane con un approccio che supera addirittura, oltre che i sensi, anche l’intelligenza.
Per alcune questioni questa visione può essere possibile: si tratta di dare senso ad avvenimenti,  oltrepassando le comuni esperienze.
In molte circostanze si innescano dubbi, a volte senza soluzioni. Le domande “che cosa vuole Dio da me?”; “che significato ha ciò che mi è capitato” non hanno soluzione. Nessuno al mondo può dare giustificazione di una morte inattesa o di una fortuna impensata.
Nelle capacità di ciascuno rimane l’affidamento a Dio, cercando di dedurre – non di concludere – un qualche significato a ciò che capita.
Per agire così occorre una fede molto forte, convinta che Dio provvede alla vita di ciascuno, anche negli avvenimenti che rimangono oscuri.
Non sempre è facile: gli stessi personaggi dall’alta spiritualità spesso parlano di periodi bui o di momenti oscuri.
E’ la condizione umana che non ha tutti gli strumenti necessari per seguire la logicità degli avvenimenti.
E’ duro accettare questa condizione, ma non ci sono vie di fughe. La vita non è un filo logico che scorre dall’inizio alla fine, ma un insieme di misteri che ciascuno è chiamato a vivere, senza scelta.
Se convinti della protezione di Dio, è più facile superare oscurità e smarrimenti.

6 Agosto 2017 – Anno A
Trasfigurazione del Signore
(1ª lett.: Dn 7,9-10.13-14 - 2ª lett.: 2Pt 1,16-19 – Vangelo: Mt 17,1-9)

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