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"Giustizia camminerà davanti a lui: i suoi passi tracceranno il cammino"

Con questo brano inizia il Vangelo di Marco. Marco scrive verso il 67, quando già le prime comunità andavano espandendosi. Il suo interesse è cristallizzare “il vangelo”, la buon notizia che si è rivelata nel mondo. Scrive:«Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.»
E’ la vicenda che lega Gesù al progetto di Dio: il Nazareno è messia, ma anche portatore di Dio.
La liturgia allarga l’orizzonte e traendo dagli scritti di Isaia, invoca la nuova era: «Ogni valle sia innalzata, ogni monte e ogni colle siano abbassati; il terreno accidentato si trasformi in piano, e quello scosceso in vallata.
Allora si rivelerà la gloria del Signore e tutti gli uomini insieme la vedranno, perché la bocca del Signore ha parlato».

E’ il sogno e la speranza di Israele perché finalmente si stabilizzino la pace e l’armonia.

Canta il salmo:
«Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli.
Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,
perché la sua gloria abiti la nostra terra.

Amore e verità s'incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo.»

E’ il desiderio di ogni popolo; trovare benessere per tutti, soprattutto nelle situazioni difficili e incresciose. Dio promette che custodirà le sue creature:

«Certo, il Signore donerà il suo bene
e la nostra terra darà il suo frutto;
giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino.»

La fede in Dio accompagna tutte le vicende umane, dando ad esse il significato profondo che solo in Dio sarà rivelato.

Scrive San Pietro nella prima lettera:
«davanti al Signore un solo giorno è come mille anni e mille anni come un solo giorno. Il Signore non ritarda nel compiere la sua promessa, anche se alcuni parlano di lentezza. Egli invece è magnanimo con voi, perché non vuole che alcuno si perda, ma che tutti abbiano modo di pentirsi.»

Non si tratta di progetti e di politiche sociali, ma di un respiro che fa risiedere in Dio ogni movimento e ogni vicenda umana, anche se, all’apparenza appare dubbia e misteriosa.

Preparate la via

Il Vangelo di Marco persegue due scopi: far capire chi era Gesù, accompagnare la Chiesa nascente con il messaggio evangelico.
La venuta di Cristo è profondamente umana: nascita, crescita, parole, miracoli per terminare sulla croce e poi risorgere.
Con la narrazione della vita di Cisto, il discepolo lo sappia incontrare. Non si tratta di altisonanti rivelazioni, ma di vicende umane legate ad una persona che parla ed agisce in nome di Dio: in altri termini camminare alla ricerca di Dio con la guida sicura di Cristo.
Un percorso molto attendibile e veritiero: necessario a contemplare il volto di Dio. Se anche sono narrati episodi “speciali” (il battesimo, la trasfigurazione) la morte di Gesù in croce offre il reale spessore della vicenda.
Molto umana, molto solidale, ma anche estremamente misteriosa ricordata dal centurione: «Allora il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo, disse: veramente quest’uomo era Figlio di Dio!». (15,39)
Come se la visione fosse finalmente comprensibile: una morte per insubordinazione è lin realtà una risposta di redenzione.
Con la risurrezione di Cristo, la missione cristiana ha i suoi capisaldi di fede e di cammino.
Per questi motivi la strada della sequela è segnata per sempre. Chi si dichiara cristiano incontrerà Cristo con le sue parole e la sua storia: conoscerà Dio nella grandezza e nella misericordia.

10 Dicembre 2017 – Anno B
II Domenica di Avvento
(1ª lettura: Is 40, 1-5.9-11 - 2ª lettura: 2 Pt 3, 8-14  – Vangelo: Mc 1, 1-8)

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