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"Delicatezza, comprensione e aiuto": l’augurio migliore

Quest’anno le liturgie riguardanti il Natale si moltiplicano. Infatti l’ultima domenica di Avvento cade il 24 Dicembre e la sera stessa si celebra la Messa della notte di Natale a cui segue la messa dell’aurora e quella solenne del giorno.
Le letture sono ricche si suggerimenti, tutte riguardanti il grande evento della nascita del Signore. Noi seguiamo il vangelo di Giovanni della Messa del giorno.

Il salmo 88 canta:

«Canterò in eterno l'amore del Signore,
di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
perché ho detto: «È un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà».

Nella festa di Natale l’attenzione è tutta rivolta al bimbo che nasce, con le caratteristiche di una venuta al mondo povera e precaria. Non quella che ci si aspetterebbe per un Messia atteso da secoli, “salvatore del mondo”.
Le tradizioni popolari insistono sulla grotta, sul “freddo e il gelo”, sugli angeli e sui pastori; più tardi sulla stella, con i re magi che riconosceranno nel bambino la presenza di Dio, non senza dimenticare la problematicità di gelosie e cattivi presagi per il suo futuro, sottoposto  già da piccolo, alla persecuzione.

Forse l’attenzione maggiore va posta nella domanda “perché Dio si è fatto uomo?” La risposta generica è “per amore”, parola che indica, ma non va nella profondità delle motivazioni.
Una delle spiegazioni più fascinose è quella di Sant’Atanasio, Vescovo di Alessandria nel IV secolo, molto perseguitato per le discussioni, allora fortissime (spesso considerate eresie), dei primi secoli del Cristianesimo, per spiegare la personalità di Gesù.
Il santo dice che Dio si è fatto uomo, perché gli uomini diventassero Dio. Un’espressione forte che va spiegata, per il rischio che diventi una bestemmia.
In realtà la vicenda umana di Gesù è l’indicazione precisa e coerente all’atteggiamento di un cristiano per raggiungere Dio.

Tutti i buoni sentimenti – la dimensione dell’anima – avvicinano a Dio e fanno somigliare le creature umane ad angeli. Persone cioè che non solo non commettono il male, ma procurano bene a se stessi e agli altri.
E’ il sogno di ogni vivente: essere accogliente, benevolo, capace di ringraziare, di perdonare; essere attento ai bisogni degli altri; agire con delicatezza e garbo; non essere chiuso in se stesso. Molte persone, nella vita, dimostrano questa somiglianza: a tratti lo dimostriamo tutti, anche se l’intensità è variabile e anche contraddittoria. Ogni cristiano conosce, grazie a Cristo, la direzione della sua vita che si sforza di seguire.
Un’immagine mi ha rivelato quest’anno il mistero. Tra i bambinelli che i ragazzi della prima comunione e della cresima hanno portato a benedire, un bambino ha presentato la decorazione della mamma su un piccolo cuscino con il punto a croce. Non era un’immagine come le altre, ma unica, perché non riproponeva in scala, lo schema di un bambino nella culla, ma appariva come disegnato, anche se con la procedura speciale del ricamo.
Forse l’immagine vera di Gesù, per distinguere lui da noi. Simile ma diversa.

Cristo, con le sue parole e le sue gesta, ha dimostrato come si può essere discepoli: come angeli sulla terra. Gli evangelisti concludono: “fece bene ogni cosa”. E’ quanto possono fare un padre e una madre, un figlio e una figlia, qualsiasi persona che, nella vita quotidiana, agiscono con rettitudine e come si dice spesso “con amore”.
Il comandamento ama Dio e ama il prossimo ha dunque una logica che si incarna nella vita di ogni giorno; diventa modo di pensare e modo di agire.
Quando ci si accorge di non essere stati adeguati, si comprende la morte di Cristo innocente, commenta sempre Sant’Atanasio. La morte di Gesù è la purificazione di ogni debolezza e di ogni contraddizione. Quelle stesse imperfezioni che noi siamo costretti a registrare nella vita. Compresa la morte a cui seguirà la risurrezione.

Il disegno di Dio su di noi si fa chiaro: creature che vicine a Dio, come gli angeli. Cristo ha rivelato che possiamo diventarlo. Per questo è misericordioso: accudisce le sue creature sempre, anche quando sono in contraddizione.

L’augurio migliore che i cristiani possono scambiarsi è quello di seguire Cristo che, fattosi uomo, ha rivelato il disegno creatore di Dio sull’umanità che ha suggerito delicatezza, comprensione e aiuto. 

25 Dicembre 2017 – Anno B
Natale del Signore
(1ª lettura: Is 52,7-10 - 2ª lettura: Eb 1,1-6 – Vangelo: Gv 1,1-18 )

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