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La figura materna, centrale alla storia dell’umanità

Come per il Natale, anche per la fine dell’anno si cumulano due feste. Il 31 si ricorda la Sacra famiglia; il 1° Gennaio si onora Maria SS. Madre di Dio.
I testi liturgici variano, ma il tema centrale rimane la figura della Madonna, ricordata e venerata come madre.
Lo è per la sua maternità, ma anche come appartenente alla famiglia di Nazaret.
La devozione è estesa in tutta la cristianità perché la figura materna è centrale alla storia dell’umanità. Le tre religioni monoteiste, il giudaismo, il cristianesimo e l’islamismo hanno precluso alla donna la funzione sacerdotale. Non per questo la centralità della donna è venuta meno. La Genesi ricorda Eva, la madre dei viventi e una gran quantità di donne sono ricordate per aver contribuito alla costruzione del mondo e alla sua salvezza.

La liturgia esprime prima di tutto gioia. La proclama il salmo 104

“Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere.
A lui cantate, a lui inneggiate,
meditate tutte le sue meraviglie.

Gloriatevi del suo santo nome:
gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,
ricercate sempre il suo volto.”

Lo ripete il salmo 66:

“Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra.

Ti lodino i popoli, o Dio,
ti lodino i popoli tutti.
Ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra.”

La sensibilità odierna è molto attenta al rispetto della donna, nonostante perseverino atteggiamenti di aggressione e di potere nei suoi confronti. Per i cristiani Maria è la “madre di Dio”.
Un titolo non soltanto onorifico, ma portatore della teologia della creazione: Dio, attraversando l’umanità, esalta la maternità. Ritornano le parole profetiche dell’Apocalisse:
“Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto”. (Ap 12, 1 e s.)
Non è soltanto creatrice, ma anche salvatrice: “Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre. Maria di Cleofa e Maria di Magdala.
Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco il tuo figlio!".
Poi disse al discepolo: "Ecco la tua madre!".
E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa” ( Gv 19,25-27 ).
I toni non sono esaltanti come quelli riservati ad una regina, ma come a donna del popolo, chiamata ad una grande missione. Ella l’adempie con coraggio e perseveranza, attraversando le fasi della vita di un figlio difficile da comprendere e da seguire.
Aveva già proclamato, all’annuncio dell’angelo: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto».
Rimarrà fedele nei momenti belli e in quelli dolorosi delle vicende vissute, rimettendosi alla mano di Dio. Come molte donne e madri che seguono le loro famiglie. Eroiche ed umili; forti e affettuose; insostituibili nelle storie umane.

31 Dicembre 2017 - ANNO B
Santa Famiglia 
1ª Lett. Gn 15, 1-6; 21, 1-3 - 2ª Lett. Eb 11, 8.11-12.17-19 - Vangelo Lc 2, 22-40)

1° Gennaio 2018  - ANNO B
Maria SS. Madre di Dio
1ª Lett. Nm 6,22-27 - 2ª Lett. Gal 4,4-7 - Vangelo Lc 2,16-21)

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