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L'inizio della ricerca e il tempo della responsabilità

L’inizio della ricerca

Il brano del profeta Isaia sembra ripercorrere la storia dell’umanità:
“Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra,
nebbia fitta avvolge i popoli;
ma su di te risplende il Signore,
la sua gloria appare su di te.”

E’ la condizione dell’umanità che, solo nel tempo – un tempo molto lungo e travagliato – riesce a scoprire i misteri della natura. Un lentissimo apprendimento che continua tuttora, anche se più evoluto e raffinato. Si pensi alle scoperte dell’universo o a quelle della salute. Il processo di apprendimento può essere giustificato in mille modi; oggettivamente resta la fatica di adattamento anche nelle più elementari azioni umane. Dall’uso dei vestiti a quello del cibo; dal modo di spostarsi sulla terra a quello di volare.
Il tutto ottenuto con enormi attese, con grandi errori e sperimentazioni e con molta fatica. Sembra che l’evoluzione umana – insita nelle creature – possa esprimersi lentamente, per gradi, come vere e proprie scoperte. 

La fede illumina questo processo. Continua il brano di Isaia:
“Alza gli occhi intorno e guarda:
tutti costoro si sono radunati, vengono a te.
I tuoi figli vengono da lontano,
le tue figlie sono portate in braccio.
Allora guarderai e sarai raggiante,
palpiterà e si dilaterà il tuo cuore,
perché l'abbondanza del mare si riverserà su di te,
verrà a te la ricchezza delle genti.”

Non c’è contraddizione tra la natura e Dio: tutt’altro. Alla creatura umana è stato affidato il compito di “vivere la terra”, con tutti i misteri che essa nasconde, per sé e per gli altri. E’ l’avventura storica che esalta l’umanità, anche se non nasconde la sua limitatezza e precarietà.

Il brano di Matteo che parla di stella e di Magi sembra voler miscelare il mistero della scoperta; nell’azione di intelligenza la meta rimane la pienezza della verità che è, per definizione, l’essenza di Dio. Cristo bambino è l’inizio della scoperta, come ogni creatura che nasce è il segno del futuro. Negli aspetti di sopravvivenza, ma soprattutto di capacità di comprensione e di affetti. Il bambino è lo spartiacque che induce alla ricerca, al miglioramento e, alla fin fine, alla speranza.
La scienza si affiancherà alla fede, non per confondersi, ma per svolgere la propria funzione che è quella di illuminare, di dirigere, di accompagnare.

Il tempo delle responsabilità

Nella domenica successiva il ricordo del battesimo di Gesù offre lo scenario dell’età adulta. Gesù si prepara alla missione e con un atto propiziatorio, si fa battezzare al Giordano, segno di conversione e di continuità con quanto predicato da Giovanni.
Le sue parole saranno diffuse nel piccolo spazio che una creatura umana può percorrere: città e villaggi di una religione piccola e nemmeno importante per le vicende umane dell’epoca.
Ma le sue indicazioni riverbereranno su tutta la terra. Sono parole nuove, ma anche antiche. Una rivelazione di quanto l’umanità aveva acquisito ma con l’approfondimento che ha la  portata della “buona novella”.
Saranno banditi formalismi, interpretazioni timorose, contraddizioni legate a simboli e a culti. La sua missione sarà riassunta nel volersi bene: a Dio, a se stessi e agli altri.
E’ la ventata nuova che supera ogni epoca e ogni confine. Tutte le creature potranno riconoscersi nel suo invito, perché è portatore di dignità, di parità e soprattutto di vicinanza.
La grandezza di Cristo è nell’esemplificazione di un messaggio che riporta Dio alla dimensione umana ed esalta l’uomo a quella divina.
Non può esserci distinzione nell’amore: ognuno lo riceve e lo dona come può, ma la matrice dei sentimenti e delle relazioni è la stessa.
Cambieranno intensità, continuità, coerenza ma la base del reciproco amore è la valuta di un rapporto che ogni creatura vivente intesse con l’altro.
Dio è la meta, ma è anche presenza, vicinanza, parità. Sono così toccate le corde più profonde del significato della vita, senza appellare a strumenti e momenti esterni che diventano – come realmente sono – soltanto simboli.
La vicenda umana si riassume così in calore, in idealità, in significato. Senza dover aggiungere altro se non l’esaltazione dell’anima presente che ha bisogno di donare e di ricevere amore.

Il battesimo si segna per come è: un gesto che offre responsabilità e slancio per adempiere alla propria missione. Di ciascun per raggiungere la “gloria di Dio”.

6 Gennaio 2018 - ANNO B
Epifania del Signore 
1ª Lett. Is 60, 1-6 - 2ª Lett. Ef 3, 2-3. 5-6 - Vangelo Mt 2, 1-12)

7 Gennaio 2018  - ANNO B
Battesimo del Signore
1ª Lett. Is 55, 1-11 - 2ª Lett. 1 Gv 5, 1-9 - Vangelo Mc 1, 7-11)

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